Scoppia la guerra dei gommoni

Dorgali, la sindaca ricorda a tutti «il divieto di propaganda molesta». Pesanti sanzioni ai trasgressori

DORGALI. Con il primo caldo estivo e l’arrivo dei turisti, immancabili si presentano anche i primi problemi per Cala Gonone. Oltre alle emergenze rifiuti in zona porto e versamento di liquami a Palmasera (entrambi già risolti), ritorna alla ribalta la “guerra delle escursioni a mare”, una battaglia che si svolge giornalmente nei pressi dei botteghini in legno cresciuti come funghi. In principio era il piazzale del porto poi, con le nuove regole le variopinte casette si sono moltiplicate a dismisura e sono presenti in quasi tutte le vie principali, specie quelle che portano verso il porto. Un buon segno. Vuol dire che la richiesta delle escursioni con gommoni o imbarcazioni è in forte aumento. Ci sarebbe posto e lavoro per tutti, ma ogni inizio stagione cominciano le discussioni tra i venditori. Si denunciano “sconfinamenti” nelle varie are di competenza che peraltro non esistono, e le contestazioni partono più che i gommoni dal porto. I giorni scorsi pare che alcuni episodi abbiano rischiato di andare oltre la “normale dialettica”. A far accendere gli animi il fatto che anziché svolgere la propria attività all’interno del botteghino, qualcuno, pur di accaparrarsi il cliente, gli va dietro. Uno spettacolo non certo piacevole che tutti vorrebbero evitare a Dorgali e Cala Gonone. E per regolamentare questo mercato delle escursioni, la sindaca Maria Itria Fancello, già due anni fa aveva firmato una precisa ordinanza in proposito con il “Divieto di svolgere attività di propaganda commerciale molesta nelle pubbliche vie su tutto il territorio comunale”. Divieto, sempre attuale, che principalmente intende dare uno stop alle vendite degli ambulanti nelle spiagge, ma anche limitare comportamenti scorretti tra le rivendite dei biglietti per le gite in barca. L’ordinanza sindacale non risparmia neppure il mondo della ristorazione anche se, finora, non sono mai registrati atteggiamenti scorretti da parte degli imprenditori del settore. Al contrario di quanto avviene nell’area del porto dove si registrano puntualmente, come recita l’ordinanza, «comportamenti messi in atto da soggetti che agiscono in proprio o per conto di gestori o proprietari di alcune attività, configurabili come pratiche commerciali scorrette, che consistono nell’avvicinare i consumatori per indurli, ricorrendo in genere ad una pubblicità comparativa illecita, a scegliere l’attività che conducono o per la quale agiscono, o ad acquistare il proprio prodotto a svantaggio di altri esercenti che i consumatori avrebbero scelto se non fossero stati oggetto di azioni pubblicitarie insistenti». Pratiche commerciali che sono considerate scorrette che secondo l’ordinanza «si concretizzano nell’avvicinamento di persone in transito, sia a piedi che a bordo di veicoli, tali da provocare più volte alterchi tra gestori o soggetti che agiscono in nome e per conto di questi, nonché un continuo intralcio al transito veicolare e pedonale, determinando un pericolo reale per l’incolumità pubblica».

Comportamenti
questi non ammessi e per i quali l’ordinanza prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro. A farla rispettare sono demandati il corpo della polizia locale di Dorgali, la capitaneria di porto, la stazione dei carabinieri e a tutte le forze di polizia.

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