Dopo la scarcerazione gli ispettori del ministero indagano sul caso Mesina

Cercheranno le cause del mancato deposito delle motivazioni della sentenza. Tra le 1734 persone recluse ce ne sono 250 ancora in attesa del primo giudizio

SASSARI. Ipotesi, sospetti, sviste. I motivi dell’improvvisa scarcerazione di Graziano Mesina dovrebbero restare un mistero ancora per pochi giorni. Da Roma, infatti, il ministero della Giustizia ha incaricato l’ispettorato generale di andare a fondo nella faccenda per comprendere quale sia stato l’errore o l’impedimento che non ha permesso il deposito delle motivazioni della sentenza di secondo grado che condannava Graziano Mesina a 30 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti, dopo l’arresto avvenuto nel 2013. L’ispettorato generale sarà presto a Cagliari per un’ispezione nel palazzo di giustizia e nell’ufficio della Corte d’appello da dove sarebbero dovute arrivare le motivazioni che invece non sono arrivate e hanno provocato la scarcerazione per decorrenza dei termini. Infatti, la custodia cautelare ha una durata massima di sei anni

entro i quali dovrebbe concludersi anche l’eventuale ultimo grado di giudizio in Cassazione.

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