La “camicia” di pasta di zucchero sbarca al mondiale delle dolcezze

Le creazioni di Fabiola Orgiana, giovane cake designer nuorese, alla mostra promossa a Milano. «Ho cominciato a fare dolci con nonna Maria e mamma Anna, e da allora non mi sono più fermata»

NUORO. Piega per piega, bottone per bottone, ricamo per ricamo: c’è voluta tanta pazienza e cura per il dettaglio, ma alla fine, le mani capaci e l’estro di Fabiola Orgiana, hanno prodotto un piccolo capolavoro del cake-design: una camicia del costume sardo femminile interamente fatta in pasta da zucchero, che profuma di pan di spagna e si scioglie in bocca. La sua creazione, che è stata condivisa da tanti anche sui social network, insieme all’esperienza fatta a un corso di pasticceria a Roma all’Italian chef academy, le è valsa la convocazione a Milano, nel prossimo ottobre, per esporre una delle sue dolcezze raffinate nel corso di una mostra durante il mondiale di pasticceria. «Sto ancora pensando al soggetto della torta che porterò a Milano – spiega – ma sicuramente continuerò a seguire il filone del cake design in chiave sarda che finora mi ha portato tanto bene».



Ventinove anni, una storia d’amore che l’ha portata dalla natìa Nuoro a Zeddiani, in provincia di Oristano, una figlia, Caterina, che proprio in questi giorni ha compiuto tre mesi, e una passione per le torte e i dolci che l’accompagna da sempre: Fabiola Orgiana, insomma, è una giovane donna impegnata su più fronti – compreso quello del folk visto che fa parte del gruppo Ortobene – e abituata a tirarsi su le maniche per tentare di percorrere fino in fondo la strada dei suoi sogni. «La passione per i dolci ce l’ho da sempre – racconta – è da quando ero piccolina che seguivo in cucina le creazioni di mia nonna Maria e di mia mamma Anna. La cucina e i dolci, insomma, sono per me un luogo familiare».



Ed è così che dopo il diploma all’istituto tecnico Satta di Biscollai, la giovane Fabiola decide di provare a cimentarsi nell’arte delle dolcezze. Ma gli inizi, come spesso accade, non sono dei più incoraggianti. «Portavo il mio curriculum in diverse pasticcerie e laboratori ma nessuno mi voleva prendere – racconta – dicevano che non avevo esperienza». Eppure, nonostante diversi “no” e porte chiuse, la giovane Fabiola non si arrende e nell’attesa di realizzare il suo sogno di far strada nella pasticceria non sta comunque con le mani in mano: trova qualche lavoretto nel settore della pulizia o come commessa. Poi, finalmente, per lei arriva la possibilità di entrare in quel mondo che tanto le piaceva: trova lavoro in una pasticceria di Oristano.

«Ero contenta – spiega – anche se non era ancora esattamente quello che volevo perché mi dovevo occupare solo della cottura, della finitura delle paste, e non della base. Ma per l’inizio, comunque, andava bene. Sono stata lì un annetto circa, poi ho deciso di studiare e ho fatto un corso di pasticceria a Roma all’Italian chef academy, ed è stata una bellissima esperienza. E poi, finito il corso, che è durato un anno, ho scoperto che ero in cinta e così ho deciso di dare una doppia svolta alla mia vita e di provare anche a mettermi in proprio. Ho seguito un corso di avviamento aziendale e nel frattempo ho cominciato a esercitarmi con le torte in casa, e in particolare con il cake design che tanto mi piace. L’ho faccio per passione, perché ancora non ho un laboratorio mio, ma mi piace esercitarmi e sperimentare». Tra le varie creazioni di Fabiola che le hanno fatto conquistare tanti consensi, e non solo sui social network, oltre al filone delle torte in tema folk, ce n’è stata una dal sapore molto speciale. È la torta a forma di pullman della vecchia azienda Sita, che ha creato per festeggiare gli 80 anni del caro nonno Raimondo. Un piccolo capolavoro: nei finestrini, la giovane Fabiola, ha fatto, volto per volto, tutti i figli.
 

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