Incendio alla Edil Piras: ore di paura a Tortolì

Dal capannone si è levato un fumo nero visibile fino a 22 chilometri di distanza Il rogo ha interessato reti e materiali plastici. Provocato dall’effetto specchio

TORTOLÌ. Erano le 10.15 quando una grossa nuvola nera si è stagliata nel cielo sopra la zona industriale: un deposito di materiale della Edil Piras stava andando a fuoco. Le fiamme sono state domate dopo circa tre ore mezzo da diverse squadre dei vigili del fuoco del distaccamento permanente, coadiuvati dai loro colleghi di Lanusei. A circa un chilometro di distanza vi è un impianto per il catrame. All’interno del capannone di circa 650 metri quadrati andato a fuoco, vi erano reti ombreggianti per recinzione (in plastica), altri tipi di reti, e altri materiali edili, plastici, metallici e da coibentazione. Per fortuna non si sono registrati feriti o intossicati dal denso fumo nero. L’amministratore della Edil Piras, il noto imprenditore locale Attilio Piras, presente sul posto, ha subito parlato di un incendio causato dall’ “effetto specchio” fra delle guaine e alcuni lucernari. Anche perché, in questa stagione, nel capannone in muratura non viene utilizzata l’energia elettrica vista la luce che filtra dai lucernari. A parere di Piras, considerato che all’interno vi erano tante guaine ricoperte da pellicole di alluminio riflettente, che vanno sistemate sui tetti, «magari da un lucernario, in base all’inclinazione, si è venuto a creare l’ “effetto specchio” che dovrebbe avere causato l’incendio». E a quanti hanno parlato di eternit che sarebbe andato a fuoco, ricorda che le tegole (a onduline) nel tetto del capannone erano state tutte regolarmente trattate con la vernice speciale antisgretolamento.

La grande nube nera è stata notata chiaramente dal litorale di Orrì e anche dalla zona di Villagrande Strisaili, che dista 22 chilometri. Tutta la zona vicina al cantiere operativo dell’Edil Piras è stata chiusa al traffico e sul posto hanno operato i carabinieri e gli agenti del commissariato e la polizia locale. Sul posto, anche un’ambulanza del Servizio 118, che per fortuna non è servita. Ma la paura è stata tanta.

Il sindaco Massimo Cannas ha attivato il Centro operativo comunale che ha disposto l'emissione dell'ordinanza «con indicazioni di carattere sanitario da assumere in via precauzionale in attesa di avere un quadro analitico in relazione alla eventuale presenza di contaminazioni nell'ambiente». Ha raccomandato alla cittadinanza «la chiusura di porte e finestre per evitare immissioni di sostanze inquinanti all’interno delle abitazioni;
di limitare lo stazionamento nelle aree aperte all’interno del centro abitato e in zona industriale, eventualmente utilizzando delle maschere protettive». Cosa che hanno fatto, per diverse ore, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, gli operai dell’Edil Piras, e i cronisti.

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