L’allarme: 500 lavoratori a rischio

Le aziende del Polo sanitario chiedono l’intervento di Solinas. Vantano 40 milioni di crediti con l’Ats

NUORO. “La Regione istituisca un tavolo sul Project financing di Nuoro”. Si apre un altro fronte per il neo assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, destinatario, assieme ad un lungo elenco di rappresentanti delle istituzioni, di un pressante appello da parte dei soci operativi del Polo sanitario della Sardegna centrale, società titolare di una concessione milionaria per l’affidamento di svariati servizi alla sanità nuorese. La vicenda, un vero e proprio limbo causato dell’annullamento in autotutela del contratto da parte dell’Ats, ha registrato l’ultima, decisa presa di posizione. Tra innumerevoli contenziosi di fronte alla giustizia amministrativa e ordinaria, si è arrivati alla richiesta di confronto con i vertici regionali. «In considerazione delle problematiche che si susseguono da oltre un quadriennio, abbiamo ritenuto che fosse giunto il momento di rappresentare il nostro punto di vista», scrivono i legali rappresentanti di Aep Multiservizi, Ph facility, Hifluo Arionline, Longoni e Cns-Cooperativa Solidarietà e lavoro, che sostengono di vantare un credito di oltre 40 milioni di euro nei confronti dell’Ats. «Ci si consenta di osservare che noi tutti, le nostre aziende senz'altro ma in primis i cinquecento lavoratori, abbiamo resistito ad ogni tipo di aggressione per mantenere il servizio dovuto ai cittadini ospiti delle strutture, accudendoli, mantenendo in perfetto ordine le aree che li hanno ospitati, fornendo il dovuto ascolto alle esigenze di contatti sanitari al sicuro da errori informatici, offrendo strutture efficienza e nutrendoli con dedizione tre volte al giorno, tutto questo per trecentosessantacinque giorni all'anno», si legge nella lettera che ha raggiunto, tra gli altri anche il presidente della Giunta regionale Cristian Solinas. In questo arco di tempo nessun lavoratore è rimasto senza retribuzione né i cittadini hanno patito l’interruzione dei servizi. «E ciò sebbene ci sia dovuti misurare con una controparte sorda ad ogni tentativo di fondare il rapporto su basi di equa e leale collaborazione», incalzano i soci che accusano Ats di aver sottratto parte dei pagamenti. L’azione dell’Azienda unica, che di recente ha deliberato di affidare alcuni servizi (portierato, hardware, software e gestione reti, smaltimento rifiuti) ad altre imprese (“in assenza di garanzia per i lavoratori”) e di indire appalti per servizi rientranti nel contratto di concessione, sono da interpretare come «la volontà di portare a compimento la strategia volta alla “cancellazione giuridica e di fatto delle nostre aziende”. Tutto ciò senza che vi sia stata una sentenza del Tribunale e in palese violazione della sentenza del Consiglio di Stato». Si tratterebbe – è questa la tesi – di decisioni assunte in maniera arbitraria senza alcuna consultazione con le istituzioni regionali che ne dovrebbero condividere la responsabilità politica ed esecutiva. L’appello arriva a pochi giorni dall’annuncio dei primi licenziamenti (55 addetti al portierato). «Sono sotto gli occhi di tutti i risultati di questa paradossale guerra. Resta il fatto che le opere non sono concluse, i servizi sono sensibilmente diminuiti con la conseguenza che i lavori lasciati a metà (e nemmeno pagati) hanno portato al fallimento di aziende». I temi sono diversi. «Chiediamo un tavolo da istituire alla Presidenza della Regione dove ognuna delle nostre aziende
possa esprimere con franchezza la propria posizione e dove ci vena restituito il rispetto che meritiamo». La parola passa ora al presidente Solinas, all’assessore Niedu e al commissario che sostituirà il dimissionario Fulvio Moirano, sino a pochi giorni fa superdirettore dell’Ats .

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