Distrutti 800 ettari a Tortolì, il rogo causato da un agricoltore che stava bruciando frasche

Sopralluogo dell'assessore regionale all'Agricoltura. La Regione si costituirà parte civile

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Prosegue l'indagine del Corpo forestale, la causa dell'incendio sarebbe tutta nell'incoscienza di un agricoltore che nel primo pomeriggio di sabato 13 luglio voleva disfarsi col fuoco della potatura di un agrumeto

TORTOLÌ.
Un agricoltore che brucia sterpaglie in una giornata di vento, in un periodo dell'anno in cui è assolutamente vietato, e quasi ottocento ettari di macchia mediterranea vanno in fumo.

Nessun atto doloso, ma solo l'imprudenza, dietro il disastro che ieri, sabato 13 luglio, ha messo in ginocchio il territorio di Tortolì, con l'intervento di elicotteri e Canadair e l'evacuazione di spiagge, case e campeggi.

A rivelare la causa dell'incendio, il peggiore dall'inizio dell'anno in Sardegna, Antonio Casula, direttore regionale Corpo forestale e vigilanza ambientale, che stamattina ha fatto un sopralluogo nella zona, con l'assessore regionale all'Ambiente Gianni Lampis.

Lampis stamattina si è prima recato in municipio dove ha incontrato gli amministratori comunali, la Protezipne civile, Forestas, il Corpo forestale e i vigili del fuoco. L'assessore ha affermato che la giunta farà il possibile per andare incontro al Comune e che la Ras si costituirà parte civile contro gli autori di questo disastro ambientale. Con la prefetta di Nuoro e gli amministratori locali, accompagnato dalle forze impegnate sul campo per spegnere il devastante rogo, Lampis ha effettuato un soralluogo nel Lido di Orrì, sorvolando la zona anche in elicottero. (Lamberto Cugudda)

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