Progetto dune, Siniscola rilancia e invita la Wertmüller a fare da madrina

Il sindaco vuole ampliare di 5 chilometri l’area tutelata

SINISCOLA. Tutela di Capo Comino: la giunta guidata da Gian Luigi Farris dà il via al sistema di protezione delle dune e dei ginepri annunciato nei giorni scorsi, all’indomani dell’ordinanza che vieta il passaggio dei bagnanti nelle aree più a rischio, e rilancia. Attualmente il Comune dispone di appena 6000 euro, che hanno permesso l’acquisto di 600 pali di castagno e una recinzione di complessivi 1500 metri realizzata con corda di iuta. L’obiettivo di Farris adesso è ampliare la superficie dell’intervento di ulteriori 5000 metri, collocando delle aree di rispetto anche al di fuori del sistema dunale di Capo Comino, come la spiaggia di Santa Lucia che scompare anno dopo anno o altre dune in quella della Caletta. Per farlo servono altri 18mila euro, che Farris ha già richiesto all’Unione del Comuni del Montalbo come contributo straordinario. «Ho letto le parole della regista Lina Wertmüller che qui girò il film “Travolti...” – dice il sindaco – la ringrazio e la voglio tranquillizzare: tuteleremo al meglio questo ambiente, e ci piacerebbe che lei facesse da madrina al progetto una volta concluso». 

Se, come pare, anche questo ulteriore intervento dovesse andare in porto, sarebbe comunque solo il primo passo di un’azione più estesa e mirata di tutela del territorio costiero che il Comune di Siniscola intende portare avanti. Un progetto che partirà dalla considerazione che l’intera area comunale di Siniscola ricade nel territorio individuato dal Mab Unesco come “Riserva di Biosfera” (sono 700 in tutto il mondo, in Italia solo 19). Ma anche e soprattutto, per quanto riguarda Capo Comino, dal fatto che quest’area sia assieme a Berchida e Bidderosa l’epicentro di un’area Sic (sito di interesse europeo) tra le più pregiate della Sardegna, e dunque possa godere di finanziamenti da parte dell’Ue. In quest’ottica, l’obiettivo, anche se Farris non vuole ancora sbilanciarsi, è creare un polo d’eccellenza per il turismo ambientale che abbia i suoi punti di forza, oltre che nella tutela delle dune e dei ginepri, in una gestione magari integrata di strutture attualmente inutilizzate come il vecchio faro di Punta Artora e il faro abbandonato davanti alla scogliera poco più sotto (la proprietà dovrebbe presto passare dallo Stato al Comune); insieme con il Moletto davanti all’Isola Rossa e l’ex foresteria (oggi ristorante), che dopo decenni di affidamento a privati da quest’anno rientrerà nella disponibilità del Comune. Farris ricorda inoltre come Legambiente e Touring club abbiano assegnato proprio quest'anno al litorale siniscolese il riconoscimento delle Cinque Vele.

Tornando all’attualità, la posa della recinzione è cominciata martedì e ha interessato proprio la spiaggia del Moletto. Guidati dagli esperti del Ceas, numerosi volontari e quattro lavoratori dei cantieri verdi del Comune hanno già installato alcune decine di pali e relative funi, suscitando l’interesse dei turisti. «Dopo qualche attimo di perplessità – dice la geologa Maria Luisa Mason , che assieme ai colleghi del Ceas Santa Lucia Siniscola sovrintende al progetto – i bagnanti hanno capito il problema e la necessità di tutelare dune e ginepri». Fra qualche giorno le spiegazioni non saranno più necessarie perché nel chilometro e mezzo di area recintata compariranno trenta cartelli, dislocati qua e là, che spiegano chiaramente, in quattro lingue straniere più l’italiano, che le dune sono in via d’estinzione, e che calpestarle contribuisce a questo processo; per non parlare dei ginepri malati, colpiti da un fungo africano, che

hanno necessità di una maggiore “privacy” dopo anni di bivacchi improvvisati. Vigili urbani, corpo forestale e barracelli vigileranno perché l’ordinanza di Farris venga rispettata. E se un rimprovero ai trasgressori non dovesse bastare, ci sono le multe: da 100 sino a 500 euro.
 

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