Anfiteatro di via Veneto nuova indagine geologica

Un milione e mezzo della Regione a disposizione per la messa in sicurezza L’assessore Dettori: «I tempi si allungano, sono necessarie ulteriori verifiche»

NUORO. Si allungano i tempi per la riapertura dell’anfiteatro di via Veneto. Il motivo è nei problemi di sicurezza del costone sul quale negli anni Settanta è stato realizzato il complesso per accogliere spettacoli e altre manifestazioni di grande richiamo di popolo. Il comune ha affidato lo studio per la ristrutturazione a un’équipe di tecnici, che ora ha fermato i lavori in attesa di una nuova indagine geologica. L’assessore delle Infrastrutture, Giovanni Dettori: «Le verifiche fatte dallo studio di progettazione hanno evidenziato la necessità di andare più a fondo per capire lo stato fisico del versante. Sulla base di queste risultanze si procederà con la progettazione». L’opera di messa in sicurezza può contare da alcuni anni su uno stanziamento della Regione di un milione e mezzo. L’ultimo colpo alla stabilità dell’anfiteatro l’ha assestato infatti l’alluvione del novembre del 2013, quella del cosiddetto ciclone Cleopatra, che ha devastato mezza Sardegna, con una ventina di vittime. A Nuoro interessati anche i versanti della galleria di Mughina, che si è allagata in poche ore e ha minacciato la vita di molti viaggiatori in transito in quelle ore. L’impianto di via Veneto è rientrato subito nella ripartizione dei fondi regionali per riparare ai danni della tempesta. Nel caso dell’anfiteatro l’alluvione è andata ad aggravare una situazione già a rischio, che aveva evidenziato la necessità della chiusura dei gradoni dell’emiciclo. Peraltro, niente che non fosse da prevedere. Il perché ancora nelle parole dell’assessore comunale Dettori, che parla anche sulla base delle sue competenze di architetto: «La piazza e, quindi, anche il costone di terra dove poggia l’anfiteatro sono stati creati nel tempo attraverso il posizionamento di inerti. La stabilità proprio per questo elemento di fondo non è garantita. Ma va in qualche modo creata con interventi strutturali specifici». Attendere per non affrettare le cose, è oggi la parola d’ordine. Legato a doppio filo al primo l’intervento per la messa in sicurezza della zona prospicente la galleria di Mughina, anche per il comune destino di avere patito e temuto l’attacco del ciclone del 2013. L’assessore Giovanni Dettori: «Abbiamo individuato lo studio tecnico e ora chiudiamo questa fase con l’aggiudicazione della progettazione». L’opera è di grande portata, come conferma la cifra di sette milioni di euro stanziata un paio di anni addietro dall’amministrazione regionale. In soldoni, l’intervento prevede la regimentazione (o, regolazione) delle acque che attraversano il versante, così da impedire l’allagamento della parte a valle e in particolare
proprio della galleria. Nel progetto di risanamento anche la messa in sicurezza del rio Thiesi, che solca il versante del quartiere di Badu ‘e Carros, anch’esso oggi libero di invadere e creare smottamenti tra terreni e abitazioni. In questo caso disponibili per l’opera 300mila euro.

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