Diga, la Regione stringe i tempi

L’assessore Frongia a Orgosolo: vigileremo su appalto e lavori, doppi turni per finire prima possibile

INVIATO A ORGOSOLO. Dopo trent’anni di attesa la Regione intende bruciare le tappe nella costruzione della diga di Cumbidanovu, vigilare affinché l’appalto vada in mani sicure, cioè a un’impresa affidabile, in grado di portare a termine l’invaso, e sovrintendere passo dopo passo l’andamento dei lavori. Parole dell’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Frongia, che ieri ha effettuato un sopralluogo nel cantiere, fermo da anni, dell’incompiuta simbolo del Nuorese, appunto Cumbidanovu, prima di chiudersi nel municipio di Orgosolo con i sindaci dei comuni interessati dalla diga (oltre Orgosolo, Nuoro, Oliena, Dorgali, Lula), i funzionari del suo assessorato e i vertici politici e tecnici del Consorzio di bonifica della Sardegna centrale, l’ente incaricato dalla stessa Regione della costruzione della diga.

La notizia è che la Regione mette già da subito sul tavolo altri quattro milioni di euro che si aggiungono ai venti appena stanziati dal ministero delle Infrastrutture (“stornati” da un finanziamento per una diga in Sicilia). Frongia sottolinea anche il fatto che stavolta l’assessorato ai Lavori pubblici non starà semplicemente a guardare, ma seguirà appalto e lavori molto da vicino, con incontri settimanali con il consorzio di bonifica e l’assegnatario dell’appalto. Insieme con un invito, generico ma altrettanto mirato, affinché le commissioni giudicatrici operino con chiarezza e lungimiranza, non cedendo esclusivamente alle lusinghe degli imprenditori specializzati in ribassi: probabilmente la causa di tanti abbandoni proprio nella lunga storia di Cumbidanovu. Da parte dell’assessore Frongia, ancora, molto fair play verso il suo predecessore, Edoardo Balzarini, per l’attività svolta nell’ultimo anno per sbloccare il caso Cumbidanovu («ho ben chiaro un principio: la continuità amministrativa»), insieme con i dirigenti dell’assessorato e il consorzio nella «costante interlocuzione con il ministero delle Infrastrutture».

Il presidente del consorzio Ambrogio Guiso ha ripercorso le tappe dei lavori della diga e ha avuto parole di clemenza, per così dire, con l’impresa Itinera, l’ultima in ordine di tempo da aver lavorato a Cumbidanovu, e poi abbandonato il cantiere. «L’impresa ha visto il proprio lavoro distrutto dal ciclone Cleopatra nel 2013, riportando danni per sei milioni». Segno che il contenzioso con la società si sta appianando. E i sindaci? Tutti moderatamente soddisfatti e fiduciosi, con un leggero distinguo del primo cittadino di Orgosolo, Dionigi Deledda. Il quale ha ricordato assessori e presidenti della Regione che hanno più volte assicurato che la diga sarebbe stata completata a stretto giro di posta. Menzione speciale per l’ex governatore Ugo Cappellacci che l’11 luglio 2011 tagliò addirittura il nastro inaugurale di una diga che era tutta da concludere. «Al momento ciò che abbiamo è un danno ambientale enorme», dice il sindaco, che chiede una forma di compensazione, quantomeno sotto forma di servizi, per il fatto che Orgosolo ospita («senza contropartite») nel suo territorio due dighe (Cumbidanovu e quella già operante di Olai, che serve 22 comuni del Nuorese). Poi c’è il capitolo posti di lavoro: saranno probabilmente raddoppiati rispetto all’ultimo cantiere (erano una cinquantina di operai), perché Frongia per accelerare i tempi di realizzazione vuole che nell’appalto si inseriscano i doppi turni di lavoro.

All’incontro era presente anche Pierluigi
Saiu, consigliere regionale della Lega: «Dopo trent’anni non c’è altro tempo da perdere. C’è solo da lavorare per completare la diga. Adesso deve ripartire l’iter di progettazione e realizzazione dell’opera, insieme a un piano di lavoro che consenta di contenere i tempi».



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