E' solo una spirometria, ma tra Nuoro e Sorgono è diventata un'odissea

La denuncia di un paziente di Fonni: «A giugno hanno annullato l’esame allo Zonchello, ieri a Sorgono non c’era il medico»

NUORO. Sembra non avere fine l’odissea sanitaria di Mario Pusceddu, paziente di Fonni che da oltre 9 mesi cerca di fare una spirometria. L’esame prenotato nel dicembre dello scorso anno allo Zonchello per i primi di giugno, dopo essere stato annullato senza alcun preavviso, era stato fissato per ieri all’ospedale San Camillo di Sorgono. Ironia della sorte, però, neppure questa volta il paziente si è potuto sottoporre al test perché la dottoressa incaricata non si è presentata al lavoro. «Sono indignato da quanto è successo – dice il 65enne affetto da una grave forma di asma allergica che annualmente deve controllare sottoponendosi ad esami che valutino e monitorino la funzionalità respiratoria –. Questa mattina (oggi per legge ndr) dopo un viaggio lungo e spiacevole viste la strada piena di curve, quando mi è stato comunicato dall’infermiera che l’esame doveva saltare a causa di un imprevisto del medico, non volevo crederci. Possibile – ha aggiunto l’uomo – che venga permesso tutto questo? Sono curioso di sapere cosa e come vorranno giustificare questo ulteriore rinvio dell’esame prenotato oltre nove mesi fa».

Mario Pusceddu era già stato vittima della falla del sistema di prenotazione dell’Assl nuorese nel mese di giugno quando il problema aveva suscitato l’ira e le polemiche di tantissimi altri utenti. Allora il 65enne aveva chiesto un giorno di ferie dal lavoro per poter raggiungere lo Zonchello e sottoporsi all’esame ma solo una volta lì si era sentito dire che i test erano stati annullati. Il tutto nonostante dal Cup (Centro unico di prenotazione) fossero partiti gli sms di conferma degli appuntamenti. «Se la volta scorsa mi sono sentito preso in giro – prosegue Pusceddu – questa volta mi sento offeso e umiliato. Vorrei capire – aggiunge l’uomo – cosa risponderanno a me e a quanti si sono presentati questa mattina, puntuali, al San Camillo. Possibile che nessuno pensi al tempo dell’utenza e alle spese che si devono affrontare per raggiungere altri ospedali, spesso distanti svariati chilometri dai propri centri di residenza. È evidente – dice ancora il 65enne di Fonni – visti i fatti, che a farne le spese sono sempre i pazienti che spesso, di punto in bianco, vedono annullata una visita dopo aver aspettato per mesi. Il tutto con la speranza che un ennesimo rinvio non causi un peggioramento delle loro condizioni di salute.

Pensare che ancora una volta possa bastare una semplice giustificazione da parte della direzione sanitaria – conclude il paziente – mi sembra a dir poco vergognoso. C’è il tanto di presentare denuncia e chiedere che si ponga fine a questa situazione una volta per tutte».
 

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