Lavori sul Padrongianus: lunedì partono i cantieri

Il Comune e il comitato di Murta Maria chiedono uno slittamento di due mesi ma per l’Anas è impossibile rinviare la chiusura della strada a dopo l’estate

OLBIA. Un destino paradossale, quasi beffardo, per il Padrongianus. Sul ponte dei sospiri muore l’armonia tra Comune e Anas. Perché in un gioco delle parti quasi paradossale l’amministrazione dopo avere atteso per sei anni che l’azienda di stato mettesse mano al rudere pericolante, a qualche giorno dal via ai lavori chiede di stoppare per un paio di mesi il via alle ruspe. L’inizio dei lavori sul Padrongianus è fissato tra 5 giorni. Il 18 giugno l’impresa Angius comincerà a picchettare il ponte che da sei anni costringe tutti a mettersi in coda dietro un semaforo. E ci sarebbe da esultare. Ma il Comitato Murta Maria, il Comune di Olbia e quello di Loiri Porto San Paolo sono pronti alla battaglia. Non perché sono dei nostalgici delle code, ma perché chiedono che il via ai lavori slitti alla fine dell’estate. Per l’Anas è impossibile. «C’è un contratto già firmato, un progetto e una scansione del cantiere che prevede 300 giorni di lavoro, di cui 90 col fiume in secca e senza pioggia per consolidare i pilastri del ponte – spiega il capo compartimento Anas, Oriele Fagioli –. Impossibile pensare di spostare il via ai lavori. In ogni caso si perderebbe la prossima estate. Se ci fossero più risorse si potrebbe pensare di rifare tutto e lavorare anche in inverno con il fiume in piena, ma i fondi sono questi. È errato perdere ulteriore tempo. Noi partiamo il 18». A fare da mediatore il sub commissario per la Sassari-Olbia Bastianino Sannitu, che cerca la via del compromesso. «Capisco le esigenze del territorio e delle popolazioni – dice Sannitu –, ma è fondamentale partire in tempi rapidi per restare nei costi e non mettere in pericolo la realizzazione di un’opera essenziale per lo sviluppo del territorio. Abbiamo anche costruito la bretella di Spiritu Santu, che dà una viabilità alternativa». Ma il comitato si schiera contro. «Sarà una rovina per la frazione e le sue imprese messe in ginocchio dalla crisi – spiega il presidente Benedetto Fois –. Se si chiude il ponte ora che arrivano i turisti ci si condanna a un periodo nero. La bretella non serve a nulla. Per arrivare a Olbia dobbiamo fare 22 chilometri, sul ponte sono appena 8. Basta ritardare il via di due mesi e si risolve tutto». Ma il più combattivo è il sindaco Gianni Giovannelli, che sembra avere mangiato pane e tigre. Si rivolge ruvido all’Anas. «Se questa è la vostra posizione ve ne dovete assumere la responsabilità – dice Giovannelli –. Noi saremo conseguenti, l’opera non la appaltiamo noi, ma chiediamo come Comune di venirci incontro e rispettare la volontà della popolazione. Fate partire il cantiere tra due mesi. Noi abbiamo una sola posizione. Diciamo no al via ai lavori adesso». Con lui anche il sindaco di Porto San Paolo Giuseppe Meloni. «Anche io chiedo un rinvio dei lavori perché è fondamentale ora non rallentare il flusso turistico». Ma l’Anas sembra un gigante non scalfibile. Il direttore di Confindustria nord Sardegna Giansimone Masia ha una posizione più operativa. «Dovete spiegarmi perché si difende un ponte a senso unico. Ma siete sicuri che in piena estate si faccia prima da là che dalla bretella? E che senso ha avuto spendere 3 milioni di euro per fare

la strada di Spiritu Santu che nessuno vuole fare – afferma Masia –.È indispensabile dare subito il via ai lavori». Il dialogo dura a lungo, ma l’accordo non arriva. Il cantiere parte il 18, ma sembra facile ipotizzare l’inizio della guerra del ponte.

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