Blitz delle Fiamme gialle: ai raggi X il piano del Qatar

La Guardia di Finanza ha acquisito negli uffici di Sardegna Resorts a Porto Cervo parte dei progetti della nuova Costa Smeralda al centro di investimenti per un miliardo di euro

OLBIA. Il finanziere sotto la lente dei finanzieri. Con discrezione le fiamme gialle si sono presentate di prima mattina nella sede della Sardegna Resorts, cervello operativo della holding che controlla la Costa Smeralda, e hanno portato via copia di una parte della documentazione del nuovo piano del Qatar. In particolare le carte che riguardano la ristrutturazione e gli interventi di restyilng della Costa Smeralda sono state con ordine fotocopiate e portate via. L’acquisizione dei documenti è un atto preliminare e conoscitivo e per ora non ci sono ipotesi di reato.

Gli agenti sono arrivati nel cuore di Porto Cervo, nella sede della società che ha tra le mani tutto l’impero che dal magnate americano Tom Barrack è passato all’emiro del Qatar. Perché se la proprietà del regno di principi e magnati è passata di mano, il telaio, la struttura che regge lo schema di società di controllo del pianeta Costa Smeralda, è rimasto lo stesso. Gli uomini della guardia di finanza con discrezione si sono presentati nell’edificio accanto all’hotel Cervo, la sede della Sardegna Resorts, in cui sono custoditi tutti i documenti e hanno acquisito una copia del faldone su cui avevano da qualche tempo concentrato la loro attenzione.

L’operazione rimane coperta da una fitta nebbia e dal più stretto riserbo da parte degli investigatori. Massima discrezione e bocche cucite in attesa di leggere con più attenzione i file e gli incartamenti. Per ora non vengono avanzate ipotesi di reato. C’è solo l’acquisizione di tutte le carte dell’intervento sponsorizzato dall’emiro che pensa al rilancio della capitale delle vacanze. La guardia di finanza non rilascia dichiarazioni sulle indagini, che sono in una fase ancora iniziale, ma vuole verificare gli aspetti economici, finanziari e fiscali contenuti nei piani che prevedono nuove strutture alberghiere e progetti di ampliamento. Tutta la polpa dell’intervento di restyling della Costa Smeralda da settimane sotto i riflettori. L’attività degli investigatori nelle prossime settimane potrebbe portare a ulteriori risvolti. Per ora le fiamme gialle non fanno capire molto. Le uniche certezze riguardano l’oggetto delle loro indagini.

All’attenzione della guardia di finanza non c’è la maxi operazione finanziaria con cui il fondo del Qatar ha acquistato la Costa Smeralda dalla Colony Capital. Il fondo sovrano Qatar Holding, che fa capo all’emiro Hamad bin Kalifa al Thani ha speso 600 milioni di euro per avere il controllo della capitale delle vacanze pensata dal principe Karim Aga Khan e finita tra le mani del magnate Usa Tom Barrack che gestisce il fondo di investimento Colony Capital. Un rapporto di lunga data tra l’emiro e l’uomo d’affari americano che in passato aveva già ceduto al fondo del Qatar la squadra di calcio francese del Paris Saint German. Il feeling tra

i due ha portato poi Al Thani a comprare dalle mani di Barrack anche la Costa Smeralda. E di investire un miliardo di euro sui progetti di rilancio del paradiso delle vacanze scelto da principi, capitani d’industria e stelle internazionali dello spettacolo.

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