Ritrovato il relitto della Nautilus affondata 71 anni fa

I resti della nave sono stati ritrovati davanti a Capo Figari su un fondale di 80 metri - FOTO

GOLFO ARANCI. Anche un relitto può essere una preda ambita. Soprattutto se la nave in questione è affondata da 71 anni e nessuno ne ha più visto lo scafo. A mettersi di buzzo buono per rintracciare la Nautilus-Languste, una nave cisterna appartenuta alla marina militare italiana poi a quella tedesca, ci hanno pensato i sub del Centro Orso Diving di Poltu Quatu. Un diving, il cui direttore è Corrado Azzali, specializzato. Che il 30 ottobre ha messo a segno il colpo più bello della sua attività: rintracciare su un fondale di 80 metri il relitto della cisterna, silurata e affondata il 13 ottobre del 1942 dal sottomarino britannico Utmost mentre era in navigazione, senza carico, dalla Maddalena a Civitavecchia. «E’ stata una bella soddisfazione – sottolinea Azzali –. Ci abbiamo impiegato quattro giorni, utilizzando sistemi all’avanguardia nella subacquea tecnica, quella che si svolge sotto i 40 metri».

Il diving di Poltu Quatu è specializzato nella caccia ai relitti. «Nella zona ce ne sono tanti – dice ancora Azzali – e gli appassionati, da tutta Europa, non mancano. Abbiamo pensato così di avviare questa attività, che sta dando buoni risultati, sia sotto il profilo economico che sotto quello delle soddisfazioni che riusciamo a toglierci».

Una volta ritrovato il relitto, la sua posizione è stata subito denunciata alle autorità competenti. «I responsabili dell’Orso diving – dice Silvia Brini, comandante della Capitaneria di Golfo Aranci – hanno subito denunciato la presenza della Nautilus. Che giaceva distante circa 370 metri da quello che veniva indicato nelle carte nautiche, come il probabile punto di affondamento. La Nautilus ribattezzata Languste dai tedeschi che la avevana requisita alla Marina militare italiana, giace sul fianco dritto, e risulta sorprendentemente integro. Nonostante sia stata silurata è infatti colata a picco senza prendere fuoco».

Ma come mai la Nautilus non era stata ancora localizzata in 71 anni? «In genere questi relitti vengono scoperti dai pescatori – dice ancora Azzali –. Le loro reti a strascico si impigliano sulle navi affondate che così rivelano la loro presenza. In questo caso, invece, siccome la Nautilus è poggiata vicino a una secca, i pescatori hanno sempre evitato

di buttare lì le reti, per evitare di rovinarle».

Così la Nautilus-Languste, nave cisterna costruita nel 1921 dai mitici cantieri Krupp a Kiel, stazza di 2.070 tonnellate e lunghezza di 87,59 metri, si è mantenuta per 71 anni invisibile, sino all’arrivo dei cercatori dei relitti perduti.

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