La civiltà contadina e gli antichi mestieri diventano spettacolo

Oggi e domani la tappa cittadina di “Stazzi e cussogghj” Tra le mostre, quella sulla natura a quella di fucili antichi

TEMPIO. Ottanta fra attori e comparse, gestite e guidate da Alessandro Achenza, un centinaio gli stand, gastronomici e artigianali disseminati, una quarantina, gli animali tutti ottimamente accuditi (fra pecore, cavalli, pony e caprette), quattro cori folcloristici, provenienti da diversi centri galluresi, quattro mostre e due musei aperti, oltre settanta volontari impegnati nella due giorni. Sono i numeri messi in campo, dagli organizzatori per presentare “La civiltà contadina e gli antichi mestieri” nella tappa tempiese di “Stazzi e Cussogghj” in programma poggi e domani.

Il via alle 11, in piazza Gallura (addobbata già da ieri, con antichi carri a buoi, vecchi aratri e carrozze) con la prima esibizione dei cori e dei cantori tradizionali: Giovanni Puggioni e Luigino Cossu, il Coro Gabriel, diretto dal maestro Nico Bianco (voce solista Marco Muntoni), il coro Nuraghe Majori, diretto dal maestro e voce solista Marcello Pasella, il coro Matteo Peru di Aggius, diretto da Giuseppe Peru (voce solista) e il coro di Aglientu, diretto da Giovanni Puggioni (voce solista Luigino Cossu). Presenza importante quella dei due cori di Aggius e Aglientu, a significare la sinergia che vi è ormai fra i diversi cori galluresi.

Alle 11.30 l’inaugurazione di quello che sarà il cuore della festa, “Il borgo antico” ricavato in uno spazio poco distante da Piazza Gallura dove per l’intera giornata verrà rappresentata la civiltà contadina gallurese e saranno mostrati gli antichi mestieri. Un set all’interno del quale sarà possibile trovare, ad esempio, il ciabattino, l’arrotino, il fabbro ferraio, il maniscalco, il “quadrettaio”, il contadino, lo scalpellino, il venditore ambulante, il giornalaio, il pescivendolo, il pastore che tosa le pecore ed altre figure ancora. Un set in cui a recitare non saranno soltanto le ottanta comparse ma anche il pubblico che affollerà il borgo.

Diverse anche le esposizioni aperte durante la due giorni. All’ufficio turistico la bella mostra sulla natura dell’Ente foreste, mentre nella sala mostre dell’Ufficio beni culturali della diocesi sarà possibile ammirare l’interessante mostra di fucili del 700 e dei coltelli, curata da Giuseppe Soggiu; e la mostra fotografica curata dall’Associazione Sardegna Vista da vicino. In funzione anche il museo ornitologico di Luigi Stazza e la mostra permanente

del presepio dell’associazione Amici di Monica. Per i buongustai infine, oltre i ristoranti che proporranno piatti tipici campagnoli anche “li Gredduli”, due antiche bettole, in via Parrocchia e via Mannu, dove sarà possibile gustare piatti tradizionali e vino locale in compagnia dei cori.

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