Il Banco abbandona le frazioni

Soppressi gli sportelli di Bassacutena e San Pasquale, insorgono i sindaci

SAN PASQUALE. L’imminente chiusura degli sportelli del Banco di Sardegna nelle frazioni di Bassacutena e San Pasquale ha scatenato la protesta dei sindaci di Tempio, Romeo Frediani, (cui fa capo Bassacutena e per una parte anche San Pasquale) e di Santa Teresa di Gallura, Stefano Pisciottu, cui fa capo l’altra porzione della frazione di San Pasquale. I due sindaci, costernati per la decisione che sarà resa operativa dal prossimo 20 settembre, con un documento unitario hanno chiesto all’Istituto bancario “Sardo” di rivedere la decisione. In particolare, Frediani e Pisciottu si chiedono perché nei tagli si debbano penalizzare sempre i piccoli territori. «Sull’altare dei tagli – scrivono i due amministratori – non si possono mortificare i territori più piccoli. Per le frazioni la presenza degli sportelli bancari è sempre stato un servizio importante, simbolo di civiltà, di rispetto e di collegamento con il mondo economico. Con queste decisioni si continuano a depauperare territori già penalizzati nel sistema dei trasporti e nell’erogazione dei servizi essenziali per i cittadini. Esprimiamo preoccupazione e contrarietà perché questo tipo di decisioni oltre che arrecare danno e notevole

disagio agli abitanti e agli operatori economici Con questa chiusura, basata solo su freddi numeri e destinata ad avere nel tempo ripercussioni negative importanti, dicono ancora Frediani e Pisciottu, si decreta praticamente il declino economico e sociale di un territorio». (a.m.)

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