Piano straordinario per salvare la città

Meloni (Pd) e Fasolino (Fi) dopo l’incontro con la IV Commissione regionale: servono risorse, misure rapide e efficaci

OLBIA. Non ci sono dubbi: per mettere di nuovo in piedi la città e assicurarle protezione per il futuro dalla violenza di eventi calamitosi e drammatici come il ciclone Cleopatra, c’è una solastrada: dare corpo a un Piano straordinario che permetta di eliminare tutte le emergenze indicate nel dossier che l’amministrazione comunale ha consegnato (preceduto dalla lettera a Renzi e Pigliaru del 14 agosto) alla Commissione IV del consiglio regionale, in missione a Olbia venerdì. Ne sono convinti i due consiglieri regionali del territorio, Giuseppe Fasolino (Forza Italia) e Giuseppe Meloni (Pd), che ribadito questa necessità e rivendicano misure rapide e efficaci perdare il via alle cure nella rete idraulica che il 18 novembre 2013 fu causa dell’innondazione spaventosa.

La situazione. «Credo – osserva Giuseppe Meloni – che Olbia meriti tutta l’attenzione per essere trattato come caso straordinario, sia per la portata dell’evento (i danni provocati sul patrimonio pubblico e privato) e sia per ogni eventualità futura. La città ha mostrato tutta la sua fragilità rispetto al rischio idrogeologico». Il primo passo, dice Meloni, è agire subito per scongiurare una replica del dramma: «Mi batto per il reperimento di risorse straordinarie per Olbia, sia nelle forme di stanziamenti diretti e sia con l’allentamento del Patto di stabilità. In questo senso Regione e Governo centrale devono mostrare la maggiore attenzione possibile per Olbia». I tempi sono fondamentali, aggiunge l’esponente del Pd, «se è vero che ci sono ancora diversi Comuni, tra i quali il mio, Loiri Porto San Paolo, e Padru, per dire dei più vicini, che attendono ancora gli stanziamenti del 2008-2009 per la mitigazione del rischio idrogeologico, non si può pensare che se oggi venissero destinati fondi per Olbia, la città debba attendere così tanto per poterli utilizzare».

Determinata anche la valutazione di Giuseppe Fasolino: «Occorre un piano straordinario, solo così si può uscire dalla fragilità. E Olbia in questo caso può e deve essere un esempio per tutti gli altri Comuni che dovessero essere eventualmente colpiti da simili calamità: non si può aspettare anni per riparare i danni e ristorare le persone colpite. In questi casi, e solo in questi, occorre sbloccare il Patto di stabilità».

L’obiettivo è puntare subito allo snellimento delle procedure. «Ci sono ancora migliaia di persone che rischiano la vita, è necessario un intervento efficace e rapido – sottolinea Fasolino –. Con i prossimi undici milioni spero si potrà tenere conto che Olbia è la città più sensibile sul fronte dei rischi». L’assessorato dei Lavori pubblici sta definendo il bando per l’assegnazione degli undici milioni avanzati dai fondi assegnati in luglio. Una boccata d’ossigeno, nulla di più. «Non sono sufficienti – osserva Meloni –. Al di là del trattatamento che si potrebbe riservare a Olbia, ci sono tanti Comuni che nulla hanno avuto prima e che rivendicano attenzione. Se anche il 90 per cento venisse destinato alla città, non sarebbe sufficiente».

Dati certi. A favore delle aspettative di Olbia gioca la migliore conoscenza del disastro. «Con la visita della Commissione, che avevo espressamente richiesto, credo abbiamo centrato l’obiettivo, mettendo il presidente e i commissari nella condizione di rendersi conto di persona di quanto accaduto e di cosa potrebbe ancora accadere se non si intervenisse con immediatezza», dice Giuseppe Meloni. Dello stesso avviso Giuseppe Fasolino: «La visita della commissione è stata importante, hanno potuto verificare in modo diretto quanto sia delicata la situazione. Ancor più importante alla luce della precedente occasione, che, come si è potuto evidenziare stavolta, aveva prodotto errori di valutazione. Si sono resi conto l’altro ieri di come fosse stata poco considerata la situazione della città, altrimenti avrebbero distribuito diversamente quelle somme». Che fare ora? La proposta di Fasolino è «sbloccare dalle maglie del Patto i 50 milioni di cui dispone il Comune e sui succesivi interventi si dia la deroga al Patto. Senza queste misure si rischia di non potere intervenire né di poter pagare le aziende. Sono interventi possibili, tanto più nel caso di Olbia che

è un Comune virtuoso». Per il futuro si guarda al Piano straordinario: «Ora abbiamo i documenti che ci hanno consegnato gli amministratori e abbiamo piena cognizione degli interventi necessari e delle priorità da affrontare», conclude Giuseppe Meloni . (gpm)

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