Tutti uniti per dire no ai tagli nella sanità

Amministratori, cittadini, associazioni e sindacati alla protesta del Popolo dei lucchetti. Solidale anche il distretto di Olbia

TEMPIO. Circa 500 persone, (secondo i dati della Questura che ha controllato con molto tatto la protesta), hanno partecipato, ieri mattina, di fronte all’ingresso del Paolo Dettori, alla manifestazione indetta dal “Popolo dei Lucchetti”. Una rappresentanza apartitica, nata in città a difesa non solo del Paolo Dettori, e della sanità territoriale dell’alta Gallura ma anche a difesa dei cittadini della bassa valle del Coghinas, di parte dell’Anglona, di Sant’Antonio di Gallura e di Santa Teresa Gallura che regolarmente gravitano sul Paolo Dettori e a difesa anche della comunità maddalenina (presente ieri con una rappresentanza, guidata dal professor Romeo Milani).

Alla manifestazione, svoltasi senza intemperanze di sorta, ma con molta rabbia in corpo e tanta paura del futuro, hanno aderito unanimi anche i sindaci del territorio, rappresentanti sindacali, medici, infermieri e personale del nosocomio, gli studenti del Liceo Dettori e tanta, tantissima gente di tutti i ceti sociali. Donne e uomini, giovani e anziani ( c’era anche l’Auser), sdegnati per i minacciati tagli alla sanità in Gallura, pronti ad affiancarsi ai loro sindaci in un eventuale inasprimento della lotta sino a portare la protesta, anche nei palazzi regionali. Il coordinamento degli interventi, non concordati ma lasciati al libero arbitrio di ognuno dei partecipanti, è stato fatto da Sandro Grussu, (medico dell’Unità operativa di Nefrologia e Dialisi al Paolo Dettori e segretario provinciale della Cimo), da tempo in lotta contro la direzione aziendale della Asl di Olbia, per il degrado in cui ha precipitato il Dettori e la sanità in alta Gallura. «Quanto è successo oggi (dirà alla fine della manifestazione), mi rincuora molto come medico e come cittadino. Abbiamo inviato un segnale importante a chi ci vuole cancellare». La solidarietà all’alta Gallura è arrivata anche, con un comunicato, da Antonio Satta, sindaco di Padru e presidente del distretto sanitario di Olbia. «Confermo la mia solidarietà alla manifestazione - scrive Satta -, pronto a partecipare ad ulteriori iniziative se fosse necessario». A significare infine, la maturità dei partecipanti e a dissipare il benché minimo sospetto di una protesta campanilistica, sicuramente da segnalare è l’intervento di Alessandro Asole, giovane cittadino qualunque. «La nostra protesta - ha detto Asole fra gli

applausi scrocianti del pubblico e dei sindaci -, non è rivolta contro Olbia o contro il progresso di quella città. E’ rivolta invece contro quei politici miopi che non rispettano il territorio e che stanno dimostrando, nella loro interezza, di non meritare di amministrare la cosa pubblica».

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