Riecco il gambero killer: è allarme ad Aglientu

Il crostaceo rosso della Louisiana è stato trovato vicino alla foce di un torrente È un predatore con potenzialità infestanti, si era già visto anche due anni fa

AGLIENTU. Un esemplare di Gambero Rosso della Louisiana è stato trovato lungo il litorale di Aglientu. Più precisamente nei pressi della foce di un torrente che sbocca nella spiaggia di Monti Russu. Autore della singolare scoperta è un fotoamatore tempiese, Danilo Loriga, che, impegnato in un’escursione di fotografia naturalistica (passione che qualche anno fa lo spinse a produrre le prime road-map della Gallura interna), a tutto avrebbe pensato, ma non certo all’eventualità di imbattersi in un crostaceo che, come suggeriscono anche le apparenze, non può essere confuso con il classico gambero nostrano di acqua dolce.

Il Gambero Rosso della Louisiana o Procambarus clarckii, raffigurato nella foto scattata da Loriga, vive, infatti, un po’ dappertutto (America, Asia, Africa, Europa). La sua presenza è stata riscontrata nell’isola già due anni fa, nel Padrongianus, ma si registrano anche altri casi precedenti. In Italia è una specie alloctona, presente solo in alcuni allevamenti. Da tempo è in corso la sua diffusione nei corsi d’acqua. Quella a cui appartiene (e questa è la brutta notizia) è considerata una specie colonizzatrice ad alta potenzialità infestante. Che si tratti proprio del crostaceo originario della Lousiana non ci sono dubbi. La conferma viene anche da un esperto in materia, il professore Marco Apollonio, zoologo dell’Università di Sassari, che ha visionato la foto scattata da Danilo Loriga. E proprio la foto mette in luce la tozza e solida corporatura del gambero americano, dal breve rostro, chele ben sviluppate ed estremità uncinate. Può raggiungere i 15 cm di lunghezza e pesare 100 grammi. Ama scavare negli argini di cui, a lungo andare, contribuisce a provocare la lenta erosione. Si alimenta prevalentemente con vegetali, ma non disdegna anellidi, larve di insetti, anfibi e pesci. La sua voracità, in condizioni di sovraffollamento, può provocare anche fenomeni di cannibalismo e farne crescere la tendenza

predatoria. Può riprodursi almeno un paio di volte all’anno. Ogni femmina può portare anche 700 uova per ciclo riproduttivo. Insomma, tante le informazioni di cui si dispone, ma come possa avere raggiunto la costa del nord Sardegna, questo, di sicuro, sarà più difficile venirlo a sapere.

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