L’Unitre ora ha una nuova sede: taglio del nastro all’Urban center

Folla alla cerimonia per il passaggio all’università delle tre età dei moderni locali di via Gennargentu Sessantuno corsi di ogni genere, 650 iscritti. L’assessore Davide Bacciu: «Benvenuti a casa vostra»

OLBIA. E ora l’Unitre di Olbia ha davvero una casa e può cullare l’ambizione di divenire, come ha affermato il suo presidente Giovani Pirredda, «il centro propulsivo della cultura in città». Ieri era il giorno che i dirigenti e gli iscritti dell’Università delle tre età attendevano da anni: quello della consegna dei locali dell’Urban center, la moderna struttura data in concessione per cinque anni all’associazione dal Comune dopo essersi aggiudicata la manifestazione d’interesse bandita dall’amministrazione. Sinora infatti l’associazione si era dovuta adattare utilizzando locali non adeguati.

All’assessore ai lavori pubblici, Davide Bacciu, il compito di tagliare il nastro tricolore, insieme a Pirredda e al sindaco di Padru, Antonio Satta, in rappresentanza di un hinterland che sui corsi, ben sessantuno, organizzati dall’Unitre fa grande affidamento. Quindi la benedizione di don Raffatellu, che ha portato i saluti del vescovo Sanguinetti, impossibilitato a partecipare come pure il sindaco Gianni Giovannelli per impegni istituzionali. Bacciu ha salutato la grande folla intervenuta con un “Benvenuti a casa vostra”, parlando di Unitre come di una «realtà enorme», che un paio di ani fa è arrivata a 800 iscritti (oggi sono 650, ndc) e che «è un esempio, perché qui si fa davvero cultura».

Il presidente Pirredda ha ricordato che i docenti operano tuttia titolo gratuito e che solo ai fuori sede vengono rimborsate le spese di trasferta, com’è giusto. Insomma, non è un’associazione nata per lucrare sui corsi, che sono i più disparati, dai cinque di lingue a quelli di attività fisica, computer, ballo. «Oltre alle classiche conferenze all’Expo – annuncia

– potremo organizzare in queste sale incontri culturali. Ottenere questi bellissimi locali non è stato difficile, d’altra parte la nostra associazione aveva tutti i requisiti per riuscirci». E definisce la sede di via Gennargentu, vicino al parco Fausto Noce, come «il salotto buono di Olbia».

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