“Unica”, in prima fila gli studenti

Nuova manifestazione dei ragazzi degli istituti superiori. Solidarietà verso i lavoratori Meridiana

OLBIA. Il comandante scende giù dal traliccio, con in testa un caschetto giallo da operaio, e si siede con le gambe incrociate sulla tettoia dei parcheggi dell’aeroporto. E gli studenti che impugnano cartelli e striscioni lo salutano come si fa con un simbolo della lotta, con strette di mano e slogan urlati in coro.

La manifestazione dei ragazzi delle scuole superiori, anche loro protagonisti di uno sciopero sociale che ha interessato tutta Italia, ieri mattina ha toccato il suo apice quando è arrivata in aeroporto per esprimere solidarietà ai lavoratori Meridiana, sotto la casa-traliccio su cui vive da un mese il comandante pilota Andrea Mascia, diventato un po’ il simbolo della protesta. Perché gli studenti protestano innanzitutto contro un sistema scolastico che fa acqua da tutte le parti. Ma allo stesso tempo si dimostrano particolarmente sensibili verso quelle vertenze aperte come ferite sulla pelle del territorio, come accaduto lo scorso ottobre con un altro corteo. E così ieri, dopo uno scambio di incoraggiamenti con Mascia, i ragazzi hanno anche scortato la partenza della «Marcia unica» dei lavoratori che arriverà fino a Cagliari. Gli studenti, comunque, hanno spiegato a tutti i motivi della loro protesta, dall’edilizia al caro libri. Sono partiti alle 9 da piazza Mercato e hanno attraversato le vie della città, con tanto di sit-in davanti alla Provincia, l’ente semifantasma che gestisce le superiori. Poi l’arrivo al Costa Smeralda. In piazza circa 500 persone. «Ogni scuola ha diversi problemi. In alcune mancano le aule, in altre le palestre e i laboratori – ha detto al megafono Antonio Virdis dello scientifico, in aeroporto -. Ci sono scuole che non riescono più a contenere il numero di noi studenti e che non dispongono neanche di adeguato materiale scolastico». Dario Sanna, del liceo artistico, parla invece di un recente incontro con il commissario della Provincia Giovanni Carta: «La situazione è immobile, ci ha detto che i fondi sono bloccati per il patto di stabilità. In pratica non ci saranno cambiamenti». Simona Olla, battagliera studentessa dell’artistico, ha parlato di servitù militari: «Invece di finanziare la scuola pubblica, le istituzioni finanziano il settore militare. La nostra terra è invasa dai poligoni. Vengono qui per fare prove di guerra». Poi slogan anche contro caro libri e caro trasporti. Emiliano Paris

del liceo scientifico, invece, ha voluto ricordare una cosa: «Dall’alluvione è passato un anno. E noi siamo sempre nelle stesse scuole insicure, non è cambiato nulla». Al momento gli studenti hanno scelto la piazza, ma non èda escludere l’occupazione delle scuole.

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