Cozze, si accende la polemica sul bando

Un’interrogazione del consigliere regionale Truzzu critica la concessione unica: si rischia l’esclusione degli operatori locali

OLBIA. Il silenzio quasi irreale che avvolge la corsa verso la gara per le concessioni degli spazi riservati alla mitilicoltura, spiegabile con la notevole tensione e con la paura che il bando se lo aggiudichi qualche organizzazione non locale, viene rotto dall’interrogazione di un consigliere regionale, il cagliaritano Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia-An). Il 24 dicembre è stato pubblicato dall’assessorato all’agricoltura l’avviso pubblico con scadenza 19 febbraio. Ma Truzzu avverte: «Un'unica concessione nell'area del golfo di Olbia per la coltivazione delle cozze può mettere a rischio l'intero comparto». Il suo intervento lascia trapelare l’ipotesi che l’accordo che ha spinto tutti gli operatori olbiesi del settore a unirsi in un unica entità, il Consorzio molluschicoltori del Golfo di Olbia”, sotto la spinta della Regione che vuole un solo soggetto come controparte, non sia poi così solido come l’adesione di massa potrebbe far pensare. Qualche elemento di primo piano, pur avendo aderito, sarebbe roso dai dubbi. Non sorprende, vista la posta in gioco (altissima) e la storica litigiosità dell’ambiente.

Truzzu denuncia il rischio che «l'importante risorsa economica possa solleticare gli appetiti di soggetti nazionali e internazionali e finire in mano a soggetti economici insensibili ai legittimi interessi dei sardi». E la scelta di «un unico socio assegnatario non solo rischia di escludere gli attuali concessionari oltre che gli appassionati sportivi hobbisti, gli operatori di arsellicoltura e altri, ma potrebbe violare anche i principi comunitari di libera concorrenza e partecipazione».

Il rischio rileva, dunque Truzzu, sarebbe «l'instaurarsi di un monopolio di fatto. Meglio sarebbe stato, invece, mettere a bando le concessioni individuando almeno due concessionari distinti, oppure un concessionario distinto per ognuno degli specchi acquei individuati dalla Regione». Secondo Truzzu, «la delibera di Giunta e il successivo bando sembrano non rispettare un ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio regionale che si proponeva di far rispettare le prescrizioni dell'art. 2 del Codice degli appalti, cioè tutelare i piccoli e medi produttori con la suddivisione in lotti funzionali degli appalti, e quindi anche delle concessioni, e l'obbligo di motivare la scelta dell'appalto unico».

Il collega in Consiglio, Giuseppe Fasolino (Forza Italia), ricorda che insieme all’altro gallurese Giuseppe Meloni (Pd), si era battuto in Consiglio affinché venisse risolta la soluzione di caos del settore per quanto riguarda il golfo di Olbia «e arrivare a dicembre-gennaio all’emanazione del bando in modo da sanare la situazione, mettere in regola gli operatori e consentire quindi loro di accedere ai finanziamenti. Solo così si creano un indotto e uno sviluppo veri. Sono contrario al senso di questa interrogazione e d’accordo con le linee della Regione, stiamo riuscendo a sanare una situazione che nessuno era mai riuscito a sanare». E sui rischi per i piccoli e medi produttori, Fasolino ribadisce che «proprio la strada intrapresa li tutela». Giuseppe Meloni si limita a ricordare che «l’assessorato all’agricoltura, prima di far votare in Giunta le direttive di cui parla Truzzu, aveva compiuto tutti i passi necessari e preventivamente

aveva anche sentito le opinioni di tutto il settore, facendo sintesi. Sentire che ora si paventi il pericolo del monopolio mi sembra un modo per intervenire a tempo scaduto, se ci fosse stato qualche elemento contrario sarebbe dovuto venire fuori prima».

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