la maddalena

Campagna elettorale già aperta, è scontro tra Montella e Pedroni

LA MADDALENA. La decisione di Gabriella Giannotti di accettare l’ingresso in Consiglio comunale per la lista Montella, dopo la rinuncia di quattro candidati, ha provocato aspre polemiche tra il...

LA MADDALENA. La decisione di Gabriella Giannotti di accettare l’ingresso in Consiglio comunale per la lista Montella, dopo la rinuncia di quattro candidati, ha provocato aspre polemiche tra il gruppo di Gaetano Pedroni e quello di Luca Montella. Pedroni e Filigheddu esprimono apprezzamento per la scelta di Giannotti mettendo in evidenza «la netta distanza della scelta dalle posizioni degli ex candidati della lista Montella che non hanno accettato la surroga a consigliere comunale, tradendo di fatto il mandato ricevuto dagli elettori. Siamo perfettamente in linea con la nuova consigliere». Poi l’attacco all’ex capogruppo Montella, dimessosi lo scorso anno. «Chi vuole rifarsi una verginità è scappato dal consiglio comunale con una perfetta tempistica, quando stavano per arrivare le ruspe di abbattimento delle case abusive, facendo passare il messaggio che la partecipazione sia una inutile perdita di tempo. La dichiarata inutilità alla partecipazione dei lavori consiliari è un fatto grave, che denota totale mancanza di rispetto verso le istituzioni, che non appartengono agli eletti ma unicamente ai cittadini che con il loro esprimono i consiglieri comunali, che hanno il dovere etico e morale di accettare il mandato».

Immediata la risposta dei tre consiglieri del gruppo Montella che non hanno accettato la surroga, Fabio Lai, Gianni Nieddu e Alberto Mureddu insieme all’ex capogruppo Montella. «Consigliamo a Filigheddu e Pedroni di non dare lezioni di etica e moralità – scrivono in una nota –. Forse non ricordano i “meriti” che hanno avuto, da soli e nel loro nuovo gruppo come per esempio: l’applauso alla nefasta decisione dell’ amministrazione e dell’assessore regionale ai trasporti di condannare la Saremar alla privatizzazione: la stampella alla maggioranza nella approvazione del Puc e l’abbandono dell’aula nei momenti decisivi. Avrebbero fatto meglio a tacere sugli “abbattimenti”, perché fra chi ne ha fatto le spese, ci sono i familiari di una persona appartenente al nostro gruppo, tanto che la loro affermazione di codardia al riguardo delle dimissioni, assume pure il sapore dell’offesa e della mancanza di rispetto personale. Se

poi il clima che Filigheddu e Pedroni intendono portare nella prossima campagna elettorale è di livore, contumelie e deplorevoli speculazioni, sappiano che faranno quella strada da soli. Difficilmente risponderemo perché questo paese ha bisogno di riappacificazione, non di ulteriore veleno».

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