Scomparse opere anche di 4 artisti olbiesi

Quadri di Nanni, Farneti, Rassu e Varalto nel tesoretto svanito dalla Regione: caccia aperta a 291 pezzi

OLBIA. Non solo Biasi e Maria Lai nella lista delle opere scomparse dai palazzi della Regione. Nell’elenco dei tesori svaniti nel nulla sono presenti anche quattro artisti olbiesi doc: Alessandro Nanni, Vittorio Farneti, Gesuino Rassu e Varalto. Anche le loro opere – se donate o acquistate non è dato saperlo – sono tra i 291 pezzi introvabili. Un mistero su cui dal 2013 indagano i carabinieri del Nucleo regionale per la tutela del patrimonio culturale di Sassari, guidati dal capitano Paolo Montorsi. E così accanto ai nomi di Ciusa Romagna e Biasi, Maria Lai e Aligi Sassu, Sciola e Dessì compaiono anche quelli dei quattro artisti olbiesi. Non si hanno più notizie di tre dipinti di Alessandro Nanni, che accanto alla passione per la politica – fondatore della Camera del lavoro e delle prime cooperative di pescatori, negli anni Cinquanta è stato anche sindaco di Olbia – coltivava anche quella per la pittura. Di Nanni mancano all’appello i dipinti “Portuali in cantina” del 1961, “Punta dall’aquila” e “Al caffè. Partita a carte”, entrambi del 1963. Mistero fitto anche sulla sorte del quadro “Paesaggio: lo stazzo”, dipinto nel 1966 da Gesuino Rassu, il poliedrico artista nato e vissuto a Olbia, dove è scomparso nel 2007 a 69 anni. La caccia all’opera d’arte portata avanti dai carabinieri riguarda anche Varalto, nome d’arte di Salvatore Varrucciu, lo scultore olbiese scomparso improvvisamente l’anno scorso, autore, tra l’altro, della fontana con la statua in bronzo della Trivenere, realizzata dopo la ristrutturazione di piazza Matteotti. Di Varalto è introvabile la scultura in trachite rosa dal titolo “Richiamo dal mare”. Nulla si sa, infine, del dipinto “Ambiente si può. Ambiente si deve”, di Vittorio Farneti, artista originario di Forlì, ma da ormai diversi lustri a Olbia. Sulla lista di 291 opere indagano i carabinieri, che si sono mossi dopo una denuncia della stessa Regione. Due anni fa l’assessorato agli Enti locali, durante la catalogazione dell’intero patrimonio artistico della Regione, si rese conto che di circa 400 opere tra quadri, sculture e vasi si erano perse le tracce. Subito sono così scattate le indagini, ma le ricerche hanno portato al solo rinvenimento di una sessantina di pezzi tra la sede del consiglio regionale e altri uffici e scantinati di Cagliari. Sugli altri 291 il mistero continua. E, infatti, proseguono le indagini dei carabinieri per capire se le opere siano state alienate, cedute o spostate senza documentarne il trasloco. Oppure, a questo punto, anche trafugate. All'origine della sparizione potrebbero esserci spostamenti senza autorizzazione, prestiti mai restituiti, sviste nella loro conservazione, ma leggendo i nomi degli autori dei 291 pezzi mancanti non è da escludere

che qualcuno sia stato fatto sparire volutamente. In questo lungo elenco, infatti, sono compresi alcuni dei più grandi protagonisti della cultura sarda del Novecento, come Biasi, Maria Lai, Ciusa Romagna, Dessì, Aligi Sassu, Sciola, Melis, Corriga, Delitala, Fois, Floris, Manca, Dotzo.

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