Cgil: alla Zir lavoratori, non figure astratte

Per la Maccioni i fondi dirottati per il Pagghjolu non devono far dimenticare il dramma dei dipendenti

TEMPIO. La segretaria territoriale di Funzione Pubblica Cgil, Luisella Maccioni, interviene sulla vicenda della Zir di Tempio, che si avvicina all'epilogo dopo che ai cinque dipendenti è stato annunciato che da questo mese non percepiranno lo stipendio. Nei giorni scorsi la svolta con una delibera regionale che ha dirottato all'Enas i fondi per completare la viabilità della zona della diga sul Pagghjolu e ad Abbanoa la cifra per realizzare i collegamenti.

Un'opera attesa per i benefici che porterà al territorio, ma la Maccioni analizza un aspetto che sembra interessare a pochi: il destino dei cinque dipendenti Zir, rimasti senza un futuro. «Bastano poche righe in una delibera anonima – dice la dirigente sindacale – per decretare la fine di un'esperienza trentennale come quella della Zir di Tempio Pausania. Con un semplice passaggio da un capitolo di spesa ad un altro, la delibera della Regione numero 5/23 del 2 febbraio 2015 toglie all'ente di programmazione dell'Alta Gallura l'ultima funzione per cui, asfitticamente, continuava a vivere: il completamento delle opere e della strumentazione di controllo e sorveglianza e interventi urgenti di sistemazione dei versanti e di completamento della viabilità di accesso alla diga sul Riu Pagghjolu a Monti di Deu, individuando come soggetto attuatore l'Enas in luogo della Zir».

La Maccioni la definisce «una via semplice che non trova nessun ostacolo, anzi potrebbe essere anche applaudita. Ma è una decisione che toglie l'ultimo goccio di ossigeno all'ente, forse inutile, ma che, se da una parta ha garantito fino ad oggi la presenza della Regione Sardegna come soggetto programmatore, dall'altra per poter funzionare ha in organico cinque dipendenti: non figure astratte, ma uomini e donne che ora vedono ancora più buio il loro futuro». La sindacalista afferma che dopo questa delibera «il re è nudo! E ci aspettiamo di sentire i peana dei politici in piena campagna elettorale. Ma il tempo delle chiacchiere è finito e rimaniamo in attesa di una forte presa di posizione, da parte del Comune di Tempio e dei Comuni dell'Alta Gallura, del commissario straordinario della ex Provincia Olbia-Tempio, in tutela e per conto sia del servizio, sia dei lavoratori con la richiesta di applicazione di tutte le norme di garanzia previste dalla Legge 10 e delle norme sulla mobilità del personale di enti dismessi. Da parte nostra, di fronte a un

problema grave seppure sottostimato da tutti, continueremo a sostenere la protesta dei lavoratori della Zir, dai Comuni dell'Alta Gallura a Cagliari, fino a quando non si troveranno soluzioni anche per i dipendenti di Tempio. Le riforme si fanno, ma non contro i lavoratori». (apal)

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