Erriu: «Verso un’urbanistica condivisa»

L’assessore regionale, ospite del Consiglio, apre al dialogo con gli enti locali, ma conferma il no ai nuovi volumi in zona F

OLBIA. Paziente come un monaco tibetano, incassa pugni e calci dialettici per cinque ore. L’assessore regionale all’Urbanistica e agli Enti locali, Cristiano Erriu, conquista il diritto alla parola quando l’aula del Consiglio è ormai semivuota. Alle 21 il suo blocco degli appunti è un volume da enciclopedia. Nell’aula di Poltu Cuadu sfila la Gallura arrabbiata delle imprese e dei tecnici orfani del Piano Casa; dei medici che rischiano di perdere l’autonomia della Asl; degli amministratori costretti a dire addio alla tanto amata provincia. Pacato, mai polemico, con determinazione Erriu difende le linee guida della Regione, ma apre al dialogo e al confronto.

Zone F. La Gallura chiede alla Regione che non congeli i mattoni nelle zone F, turistiche. «Che non sono altro, consentitemi, che zone C camuffate, aree urbanizzate, borghi, non zone turistiche – aggiunge –. Caratteristica che esiste solo in Gallura, difficile da comprendere oltre i confini di questo territorio. Ma quando si fanno le norme si deve tenere conto che ciò che può far bene a una parte può fare disastri dall’altra».

Zone agricole. L’altra richiesta f che arriva dalla Gallura è ammorbidire i vincoli sull’agro. «Fermo restando il lotto minimo di tre ettari per le aree costiere – afferma –, per le altre zone dico che si dovrà valutare cosa fare, in termini di attività extra agricola, residenziale e turistica, in base alla scelta pianificatoria dei comuni».

Demolizione bizzarra. Erriu anticipa una modifica sicura del ddl. La norma che prevede il taglio del 15% dei volumi nel caso di demolizione e ricostruzione degli immobili più lontano dalle coste. «Una bizzarria da rivedere», garantisce.

Arru o Erriu?. Il dubbio che qualcuno abbia confuso l’assessore all’Urbanistica, Erriu, con quello alla Sanità, Arru, prende forma dopo la prima mezz’ora di dibattito. Appassionati gli interventi dei primari di Ginecologia, Radiologia, Ortopedia, su posti letto, eccellenza dei reparti, bisogno di salute del cittadino, Mater Olbia. Temi di sicuro interesse, ma forse poco in sintonia con l’ospite regionale in aula.

Insulti alla Cgil. Il segretario della Cgil Gallura, Fabio Spano, sposa la scelta della Regione di non rinnovare il Piano casa. E dà una lettera positiva del disegno di legge che arriverà in Consiglio regionale il 27 febbraio. «Bisogna smetterla di pensare alla monocoltura dell’edilizia – dice –, la classe politica non può continuare a essere così miope. Se vogliamo fare qualcosa di buono per i nostri territori chiediamo che siano raddoppiati i fondi per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente». Parole poco in armonia con le lacrime versate per alcune ore da amministratori, tecnici e imprenditori sulla tomba del Piano casa. Dal pubblico si sollevano insulti a Spano, parole volgari. Ma il presidente del Consiglio, Vanni Sanna, invece di difendere Spano e allontanare lo spettatore che aveva dimenticato le buone maniere a casa, rincara la dose contro il sindacalista e la Cgil, rei di non avere condiviso la richiesta di prolungamento del Piano casa. Ma questo è solo l’atto

finale di un Consiglio condotto in modo poco politically correct. Il presidente Sanna non dà la parola nemmeno al presidente della commissione Urbanistica della sua maggioranza, Giorgio Spano. Che dopo una infinita attesa abbandona l’aula, seguito pochi minuti dopo da Pietro Spano.

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