Vai alla pagina su Brigata Sassari

Brigata Sassari, tutti gli eroi galluresi

Lo storico Pedroni ricostruisce la biografia dei militari che partirono da Tempio e Calangianus per la Grande Guerra

TEMPIO. Nel gennaio del 1915, un secolo fa, il primo conflitto mondiale divampava già sul fronte franco-tedesco. Ma anche per l'Italia era nell'aria. Occorreva prepararsi. Ed ecco appunto il Ministero della Guerra ordinare la formazione, in diverse parti del territorio nazionale, di nuove brigate e nuovi battaglioni. Anche la Sardegna fu interessata. Nasceva infatti a Tempio e Sinnai la Brigata Sassari che nella Prima guerra mondiale si ricoprì di imperitura gloria. In città il primo febbraio sorse il 152° Reggimento, composto da tre battaglioni, a sua volta comprendenti tre compagnie ciascuno e una compagnia di mitraglieri.

Dei tre battaglioni, due furono di stanza a Tempio e uno a Calangianus. Dove furono dislocati? A fornire le notizie in merito è il professor Erennio Pedroni, che, concluso il tempo dell'insegnamento, ha impiegato il suo tempo a raccoglier dati sui soldati di Tempio e della vecchia Gallura. «In città - spiega Pedroni, con fogli e vecchie foto alla mano - furono dislocati, per quanto riguarda i comandi e le furerie, nel Palazzo Villamarina, nella vicina chiesa di Sant'Antonio, nel caseggiato scolastico ancora non finito, nell'ex convento degli Scolopi e nell'annessa chiesa della Madonna del Carmine (che 13 anni dopo diverrà il noto teatro), nella chiesa di San Francesco con l'attiguo ex convento che funzionerà come ospedale-infermeria. Gli accampamenti per le truppe furono dislocati nelle aree di San Sebastiano, San Giuseppe, Fonte Nuova e carcere della Rotonda».

Dopo un periodo di sommaria preparazione, dal 13 al 21 maggio, ci fu la partenza per il continente, con imbarchi a Porto Torres e Cagliari e destinazione Roma e Nord Italia. Partirono in 5mila e da allora la Brigata Sassari non fece più ritorno nell'Isola, impegnata, come a tutti è noto, prima sul Carso, fino alla disfatta di Caporetto, e quindi sull'Altopiano di Asiago fino alla vittoria sul fronte del Piave il 4 novembre 1918.

Chi furono i soldati di Tempio e dei centri tutt'intorno che si distinsero per valore. «Non si può non partire - continua il professor Pedroni - che da Alfredo Graziani, il tenente Grixoni immortalato da Emilio Lussu in “Un anno sull'altipiano”, inventore delle “azioni ardite”, medaglia di bronzo. Si continua con Giovanni Battista Cassulli, sottotenente, 2 argenti. Dichiarato a un certo punto non idoneo alle fatiche di guerra e rimandato a Roma, ripartì ancora al fronte dove fu riconosciuto capitano degli arditi ovvero dei soldati in prima linea. L'elenco prosegue con l'ufficiale Antonio Giagheddu, 2 medaglie; Giovanni Maria Spano delle campagne di Bortigiadas, medaglia d'argento; Giovanni Muzzu di Luogosanto, 2 argenti; e Leonardo Gana di Tempio, medaglia d'argento, divenuto poi studioso della parlata gallurese. Ed inoltre il sottotenente Antonio Cabella, il capitano Giovanni Marogna, il tenente Antonio Casu e il sergente Giovanni Maria Cabras di Luras, insigniti tutti di medaglie, di bronzo e d'argento».

Ma al di là dell'onore e delle onorificenze, quanti furono i partiti per la Grande Guerra e mai tornati nella nostra terra ? «La Gallura interna, escluse cioè Olbia e La Maddalena, contò 700 caduti di cui fra i 150 e 200 appartenenti alla Brigata Sassari» risponde esaminando gli elenchi da lui trascritti Erennio Pedroni.

E il valoroso

canonico Doranti, cappellano militare, e la medaglia d'oro Fadda, al quale in città fu intitolata la caserma che accolse i soldati destinati alla Seconda Guerra Mondiale? «Eroi senza alcun dubbio, Ma non appartenenti alla Brigata Sassari» conclude Pedroni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Olbia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro