la maddalena

Ricorso respinto, Budelli resta al manager neozelandese

Il Consiglio di Stato ha annullato la prelazione dell'ente parco della Maddalena sull'acquisto dell'isola. Il gioiello dell'arcipelago sarà comunque protetto dai vincoli ambientali, ma il proprietario è Michael Harte

ROMA. Il Consiglio di Stato (con la sentenza n. 1854) ha annullato la prelazione dell'Ente Parco della Maddalena sull'acquisto dell'isola di Budelli: acquisto effettuato due anni fa, nel corso di una procedura fallimentare, dal manager neozelandese Michael Harte, che resta dunque a tutti gli effetti il proprietario dell'isola.

Il Consiglio di Stato sottolinea nella sentenza che l'isola di Budelli è di proprietà privata da epoca precedente all'istituzione del parco della Maddalena (tanto che nel 1984 il prefetto di Sassari autorizzò il proprietario ad alienare a una società privata «l'intera isola di Budelli»).

L'isola è comunque protetta da vincoli e norme di tutela che ne hanno salvaguardato i valori ambientali e paesaggistici durante tutti questi anni e che «continueranno a essere presenti anche dopo l'annullamento del diritto di prelazione» da parte del Consiglio di Stato. Sul piano strettamente giuridico, l'organismo di giustizia amministrativa ha ricordato che «il diritto di prelazione ha carattere ablatorio della proprietà privata, cioè sostanzialmente espropriativo, e come tale deve avere una base legale certa, conformemente a quanto da sempre ritenuto pacifico e più volte ribadito anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo».

La legge n. 394 del 1991, come condizione per il legittimo esercizio della prelazione, richiede che sia «adottato un piano di tutela del parco e che la prelazione possa riguardare solo le aree che in quel piano siano classificate nelle prime due zone di maggior tutela». Ma «in questi lunghi anni - sottolinea il Consiglio di Stato - il piano non è stato adottato dall'amministrazione e la sua mancanza inesorabilmente impedisce l'esercizio del diritto di prelazione».

E tale circostanza «era stata sottolineata dal Consiglio di Stato anche nell'ordinanza cautelare emessa in corso di giudizio circa un anno fa». Questa base legale, osserva il Consiglio di Stato, «non può essere impropriamente surrogata da altro strumento pianificatorio, diverso per contenuti e finalità, come aveva invece ritenuto in primo grado il Tribunale amministrativo della Sardegna. Né è sufficiente lo stanziamento in legge della somma necessaria, in quanto la copertura finanziaria presuppone comunque che la prelazione sia esercitata legittimamente».

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