la storia

Nanni, il “socialista di Dio” in America

Sindacalista e sindaco di Olbia, andò negli Usa per predicare il Vangelo. I duri scontri con i fascisti

OLBIA. Alessandro Nanni, dunque. Leader socialista, sindacalista, sindaco di Olbia. Leader religioso, anche. Una sorpresa, questa: fu missionario in America ai primi del 1900 e, secondo lo storico Pietro Rossi, da «pastore protestante», non cattolico. Antifascista, certo. Più volte in carcere («ben 28 volte» ha contabilizzato una discendente), nemico giurato del regime di Mussolini (cittadino onorario di Nuchis) , ebbe modo di scontrarsi con le camice nere non solo a Olbia (nel 1922) ma anche ad Arzachena (nel 1945). E anche questa è una preziosità storica: perché la battaglia avvenne esattamente 80 anni fa, in piena lotta di Liberazione nel resto d’Italia ma non in Gallura, ove non ci fu.

La leggenda di Alessandro Nanni si alimenta più di ricordi che di documenti. Eppure qualcosa di scritto c’è. Merito dell’”Almanacco gallurese” di Giovanni Gelsomino, che in due numeri ha dedicato alcune pagine al leader socialista.

Alessandro Nanni con un altro sindaco...
Alessandro Nanni con un altro sindaco di Olbia, Saverio De Michele

Nanni non era olbiese di nascita, come ricorda Mariella Granuzza, moglie di un discendente. Nacque infatti a Tempio, nel 1890. Studiò e divenne insegnante. Andò a fare il maestro di campagna, tra Arzachena e Olbia, città in cui conobbe Maria Putzu, sposata nel 1911.

Un anno fondamentale, questo. La Granuzza ricorda che Nanni partì, con la moglie incinta, per l’America. Un fatto che trova conferma nell’archivio di Ellis Island, l’isoletta di New York in cui sbarcavano gli italiani. Nanni arrivò lì, all’età di 21 anni, il 19 maggio del 1911, a bordo della nave San Giovanni partita da Napoli. A fare che? A parlare del Vangelo. A fare il predicatore. Da «pastore protestante» come è stato definito.

Quando tornò a Olbia, non è dato sapere. Si sa che a Olbia attivò la sezione del Psi, formò la camera del lavoro, partecipò in prima persona alla fondazione della compagnia portuale Corridoni, lottò e vinse la battaglia per spostare il piroscafo da Golfo Aranci a Olbia. Un leader carismatico. Odiato dai fascisti. I quali, per punire lui e gli altri sovversivi, nel dicembre del 1922, pochi mesi dopo la marcia su Roma, mandarono una spedizione punitiva in città. In 118 sbarcarono da Civitavecchia per purgare i rossi (più socialisti che comunisti), cantando con “la barba di Nanni farem gli spazzolini per lucidar le scarpe a Benito Mussolini”. Subì violenze, e più volte finì in carcere, durante il Ventennio. Ma non si piegò mai. Scrive la storica Eugenia Tognotti: «In un rapporto del 1937 si segnalavano i movimenti “sospetti” del Nanni. Già “socialista rivoluzionario e già schedato dal 1935”, egli faceva “continue gite in Corsica”».

Anni dopo, quando venne resa pubblica la struttura Gladio, emerse che era uno dei quattro sardi che avrebbero dovuto essere arrestati nel caso in cui fosse diventato operativo il golpe con il “piano Solo”.

Con la sua barba bianca, la sua oratoria affascinante, Nanni è, ancora oggi, il socialismo. Sempre dall’”Almanacco”, a firma Francesco Cossu, emerge che nell’aprile del 1945 fece un comizio ad Arzachena, insieme al comunista Antonino Cassitta (calangianese, ma con un ramo della famiglia, “Ficoni”, originaria di Monti di Mola), in cui accadde di tutto. I fascisti del paese, in quel periodo traumatico di passaggio, organizzarono un’accoglienza durissima. Armi dall’una e dall’altra parte, spari, esplosioni di bombe, urla. Nanni parlò, nessun ferito si registrò.

Un’altra prova del fuoco prima di diventare sindaco di Olbia, la prova delle prove. Elezioni del 1952 (quando Olbia era la città più povera d’Italia, come certificò la commissione d’inchiesta sulla miseria), Psi al 31%, Nanni sindaco per quattro anni, a scadenza naturale. Mica facile, amministrare. Eppure lui, il “socialista di Dio”, ci riuscì. Non a caso è rimasto uno dei sindaci più popolari di Olbia, se non il più popolare.

@guidopiga

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