Olbia, ladri fermati con 150 chili di elicriso

In città fiorisce il mercato nero. La polizia locale blocca due romeni: in auto sacchi pieni di piante

OLBIA. Dai ladri di sabbia ai ladri di elicriso. La nuova frontiera del furto da spiaggia è la pianta dall’intenso profumo di Sardegna. Preziosa per le sue qualità antinfiammatorie e antiallergiche, è al centro di un mercato nero in crescita.

La polizia locale ha denunciato per furto aggravato due cittadini romeni. Durante un controllo stradale gli agenti hanno scoperto nella loro auto tre sacchi di juta pieni di elicriso. Viaggiavano in direzione Olbia da Murta Maria. Insieme alle piante nascoste nel bagagliaio, più di un centinaio di chili, gli agenti hanno trovato anche gli attrezzi usati per tagliare gli arbusti, tre falcetti di grosse dimensioni. Tutto il materiale è stato messo sotto sequestro.

È l’ennesima conferma della presenza di un florido mercato nero dell’arbusto aromatico. I due romeni, interrogati dagli agenti della polizia locale, hanno fornito preziose indicazioni sulla loro attività illegale. Agiscono su commissione. E per il loro lavoro di taglio e consegna ricevono un compenso. Circa 50 centesimi per ogni chilo di elicriso.

I vigili portano avanti le indagini e pezzo dopo pezzo cercano di ricostruire la rete che è stata messa su. L’elicriso è una specie protetta e la sua razzia, oltre che essere una violazione della legge, rischia di creare seri danni all’ambiente.

La zona privilegiata per il furto di elicriso è quella tra Marina Maria e le Saline. Un’area naturalistica di eccellenza alle porte della città in cui la pianta cresce rigogliosa alle spalle delle spiagge. Facile anche farne razzia senza essere notati.

Nei giorni scorsi le prime segnalazioni del barbaro taglio della pianta erano arrivate proprio dalle Saline. Alcuni cittadini ne avevano segnalato il taglio dietro le dune. La prima conferma alla denuncia dei cittadini è arrivata nel corso dell’esercitazione del drone della polizia locale a Mogadiscio. L’occhio bionico dei vigili aveva individuato dall’alto un rudere diroccato con il tetto in eternit. All’interno viveva una famiglia di romeni, una coppia e il fratello della donna. Ma la vera scoperta è stato il bottino che custodivano con cura. Non arselle, la cui raccolta abusiva è una delle principali

attività illegali a Mogadiscio. Ma due buste di elicriso. Una scoperta dalla quale è partita l’indagine. I vigili cercano adesso di risalire alle persone che traggono vantaggio da questo mercato illegale. Nel mirino produttori di cosmetici naturali ed erboristici.

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