Costa Smeralda, si cambia nominato un Cda di peso

Il Consorzio conferma Persico alla presidenza, ma entrano manager con poteri Nominati Mulas e Ferraro. L’Aga Khan vota con il Qatar, piccoli proprietari critici

INVIATO A PORTO CERVO. Nell’albo d’oro dei presidenti del Consorzio della Costa Smeralda il suo nome compare per la quarta volta: Renzo Persico è stato rieletto ieri presidente, dopo le nomine del 2003, del 2007 e del 2011. È il secondo più longevo della storia, dopo le presidenze dell’Aga Khan (1962-1987), di Franzo Grande Stevens (1987-1991), di Giancarlo Cocco (1991-1995) e di Carlo Gallia (1995-2003). Decisivi, per lui, i voti dei padroni della Costa Smeralda: quelli del Qatar. Inutili, contro di lui, sia i voti dei piccoli consorziati dell’associazione Apics, da sempre critici con il suo operato, sia quelli presi da un singolo consorziato (Renato Azara). Nell’elezione del cda del Consorzio e poi del presidente contano i milionesimi degli immobili e il peso dei soci fondatori: il Qatar con tre società (Sardegna resorts per gli alberghi, Land holding per i terreni e Pevero golf per il green) ha sempre la maggioranza, pari, al termine dell’assemblea dei ieri, al 94% dei voti espressi dai soci (- 3 punti sul 2011).

Tutto come prima? Nessuna inversione di rotta nella gestione, come chiesto, con vigore, dai piccoli consorziati? Una prima lettura suggerirebbe di sì: Persico doveva essere e Persico è stato, nonostante tutto. Ma leggendo in filigrana alcuni fatti fanno capire che qualcosa si è mosso e si sta muovendo, dentro il Consorzio.

Il voto dell’assemblea, prima di tutto. A parte l’exploit (3 milioni di voti) di Azara, c’è un dato “politico”: il più votato è stato Mariano Pasqualone, non Persico. L’ad di tutte le società della Costa Smeralda ha preso 35 milioni di voti, 3 in più del pacchetto del Qatar. Preferenze in arrivo da altri (piccoli) consorziati. Un segnale? Oppure un premio per aver abbassato le tasse? Nella sua relazione, Pasqualone ha infatti spiegato che il bilancio della Servizi consortili, il braccio operativo del Consorzio, ha «registrato un utile prima delle imposte di 900 mila euro - come si legge in un comunicato -. Questo ha permesso di ridurre le quote consortili ai soci del 5%».

L’esame del voto, poi, fa emergere un altro particolare non trascurabile. Il gruppo del Qatar «ha raccolto il favore di alcuni dei più importanti consorziati storici» è scritto sempre nel comunicato. Tradotto: l’Aga Khan, rappresentato in assemblea dallo Yacht club Costa Smeralda, ha votato con il Qatar, non con gli altri consorziati.

Non con i piccoli dell’Apics, insomma. Per loro hanno parlato, tra gli altri, Giancarlo Perini, Mario Costi, Enzo Satta. Numerose le contestazioni sulla linea del Consorzio, ma anche tante le proposte. Satta - come si legge in un comunicato dell’Apics - ha chiesto al «Qatar di prendere quanto prima in mano la situazione della Costa Smeralda e di cambiare totalmente la filosofia attuale del Consorzio per riportarla a quella originaria» perché, «nonostante i danni all’immagine e alla credibilità della Costa Smeralda degli scorsi 13 anni, ci sono ancora ottimi margini di sviluppo, come la realizzazione di nuove ville immerse nella natura, di nuovi alberghi di alta qualità, e di tante altre strutture e infrastrutture». Un invito al Qatar perché faccia, sviluppi, dia una scossa.

Ma il voto lancia un altro segnale: il cda è stato rinnovato fortemente. Oltre ai confermati Persico, Pasqualone (vicepresidente) e Bruno Mentasti, entrano (come anticipato) due nuovi dirigenti: Mario Ferraro e Franco Mulas. Il primo è il neodirettore generale delle società della Costa Smeralda, il secondo è il capo della Starwood, e dunque quello che gestisce gli alberghi a 5

stelle. Non due semplici consiglieri, come in passato, ma due (soprattutto Mulas) che hanno ruoli operativi in Costa. Una decisione, quest’ultima, presa dal Qatar per dare al Consorzio più forza, più rappresentatività. Segno che qualcosa a Porto Cervo potrebbe cambiare presto.

@guidopiga

TrovaRistorante

a Olbia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

SPEDIZIONI FREE

Stampare un libro, ecco come risparmiare