I turisti danno i voti a Santa Teresa

Dalla Bitas emerge che piace ma si sa poco delle attività alternative al mare

SANTA TERESA. Le contrattazioni con i tour operator alla Borsa internazionale del turismo attivo in Sardegna (Bitas) collocano Santa Teresa fra le mete più appetibili anche nei periodi di bassa stagione. Ma nonostante Capo Testa risulti fra i luoghi più conosciuti nel mondo, la maggior parte degli operatori internazionali lamentano la mancanza di informazioni sulle attività alternative al mare e strutture di appoggio. «Non hanno strutture di riferimento in paese – spiega Stefania Simula, della Cooltour Gallura, la cooperativa che gestisce per conto del Comune i siti archeologi e i monumenti –. Ho incontrato una ventina di tour operator, che lavorano soprattutto con hotel e alberghi a 5 stelle. Molti di loro ignoravano il grande ventaglio di attività culturali, naturalistiche e sportive presenti sul territorio».

La vetrina della Bitas è stata l'occasione per promuovere la commercializzazione di una serie di pacchetti-vacanza in Europa e nel resto del mondo. «Abbiamo proposto passeggiate culturali nel centro storico – racconta – visite guidate alle cave romane di Capo Testa, nei sentieri naturalistici passando per la zona delle batterie militari Garassini. A Cala Grande. Gli operatori hanno mostrato particolare interesse per le iniziative “Estate degustando”, ospitate all'interno della torre Longonsardo. Per la ricerca di volontari nelle campagne di scavo al villaggio nuragico di Lu Brandali, promossa dal Comune e dalla Sovrintendenza. Per i laboratori di teatro-natura ideati dall'associazione culturale Officine Peregrine. Insomma, Santa Teresa ha molto da offrire». Il confronto tra domanda e offerta è stato utile. La Bitas, emblema dell'altra stagione, ha consentito un'analisi dei punti critici. «Le esigenze del mercato ora sono più chiare – commenta la delegata al Turismo, Stefania Taras –. Il turismo attivo a Santa Teresa si può fare. Si tratta di coordinare le varie attività legate agli sport acquatici, all'equitazione, ai diving, ai percorsi naturalistici. A inserirne altre: dal trekking al cicloturismo, per esempio. Il ruolo dell'amministrazione è quello di coordinare e sostenere tutti gli operatori interessati a creare una rete di promozione integrata del territorio». La Taras sottolinea che il Comune non può né deve sostituirsi agli imprenditori. «L'altra stagione, quella che vede un turismo attivo

spalmato su nove mesi all'anno, può essere sostenuta da attività sportive e didattiche – spiega – . La comunicazione e l'informazione sono importanti, per questo programmeremo una serie di incontri con gli addetti ai lavori e potenzieremo il sito istituzionale del turismo». (w.ban.)

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