L’orario invernale cancella le fermate Trenitalia sotto tiro

La tratta per Chilivani salterà tutte le stazioni intermedie Protesta dei pendolari con una lettera all’assessore Deiana

MONTI. «L'orario invernale di Trenitalia, in vigore dal prossimo 13 dicembre 2015, così come è stato elaborato, non porta benefici, ma disagi. A chi giova avere treni veloci se non se ne può usufruire?». Lo affermano in coro i pendolari, da alcuni giorni sul piede di guerra, che quotidianamente viaggiano sulla tratta Olbia-Chilivani e viceversa, partendo dalle stazioni di Su canale, Monti-Telti, Berchidda e Oschiri, per raggiungere Olbia: sotto accusa orari, incompatibili con quelli di lavoro, ma soprattutto la soppressione di alcune fermate.

I pendolari contestano, in modo particolare, gli orari del pomeriggio i cui treni, in partenza di Olbia, non si fermeranno più a Su canale, Monti-Telti e Berchidda. Il treno dei desideri, dunque, manco partito si ferma già alla prima stazione: quella delle proteste. I lavoratori vista la situazione hanno interessato e sollecitato i rispettivi primi cittadini che si sono attivati presso Regione e Trenitalia. Alcuni pendolari, allarmati, hanno coinvolto l'assessore regionale ai Trasporti al quale hanno fatto pervenire una lettera di protesta nella quale spiegano le ragioni e chiedono che l'orario venga modificato a favore dei lavoratori e studenti.

«Fra noi vi è chi viaggia da oltre 15 anni in treno – scrivono nella lettera – sulla tratta Monti-Telti-Olbia per recarci al posto di lavoro. Sino al prossimo 13 dicembre, con i vecchi orari, si arriva a Olbia in tempo utile e si riparte al pomeriggio col treno delle 18,25: sistema che soddisfa in pieno le esigenze lavorative. Con il nuovo orario di Trenitalia, dopo il treno delle 14.10, non c'è alternativa se non quello delle 20,15, costringendoci a rientrare a casa la notte». «La tratta – sostengono ancora i pendolari – è maggiormente penalizzata, poiché utilizzata, oltre che da passeggeri occasionali, da dipendenti delle pubblica amministrazione, soprattutto la Asl, da studenti universitari, ma anche dagli alunni della scuola dell'obbligo che non potranno più completare l'orario settimanale previsto dalla didattica in quanto impossibilitati alla frequenza del pomeriggio, con grave lesione del diritto allo studio». «Questi tagli lineari – conclude la lettera dei pendolari – creano disagi non solo logistici, ma anche economici, in quanto obbliga i lavoratori e gli studenti a trovare un mezzo alternativo al treno per far rientro

a casa. Trenitalia prima di adottare i nuovi orari definitivamente ci rifletta. Per la comunità di Monti in ogni caso è uno smacco: la stazione ferroviaria dal progetto per un centro intermodale è stata declassata addirittura con la soppressione di alcune corse».

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