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Olbia, dal 2016 scatta l’imposta di soggiorno

Comune e albergatori lavorano ai dettagli del contributo. Lo pagherà anche chi alloggia in seconde case e residence

OLBIA. Inizio d'anno con tassa. Dal primo gennaio 2016 entra in vigore l'imposta sulle vacanze. Ma non sarà il solito, inaspettato, sgradito regalo di Natale in ritardo. Tutto concordato. Comune e imprenditori del turismo lavorano in sinergia a definire i dettagli del contributo sulle vacanze. La scadenza è ormai alle porte. Due le condizioni dettate dall'associazione degli albergatori di Olbia. L'imposta dovrà essere pagata da tutti, non solo da chi alloggia negli hotel o nei B&B. I soldi dovranno essere reinvestiti nel turismo. La novità arriva nel corso del “Meeting del turismo”.

Mano tesa. Fabio Fiori, presidente dell'Assoalbergatori, costola di Federalberghi, spiega come in questi mesi il buon senso abbia spuntato le armi dello scontro. «Noi restiamo contrari a qualsiasi tassa- afferma -. Perché viene percepita in modo negativo. Il male minore è un contributo per l'ambiente, una tassa di sbarco. Ma abbiamo mostrato apertura di fronte al grido di disperazione del Comune. Sempre con meno risorse a disposizione, con tagli enormi nel trasferimento delle risorse dallo Stato e dalla Regione». Ma gli albergatori hanno dettato due condizioni.

Tassa democratica. L'imposta dovrà essere pagata da tutti. «Anche seconde case, residence, strutture extralberghiere – spiega –. La regola generale è pagare tutti per pagare di meno. I turisti non sono solo quelli che vanno in albergo. Perché tutti usano le fogne, l'acqua, le spiagge, il mare».

Soldi per il turismo. I soldi versati dai vacanzieri dovranno servire per far crescere il turismo in città. «Abbiamo chiesto che un rappresentante del mondo dell'imprenditoria turistica sieda nella commissione che deciderà come reinvestire le risorse incassate – sottolinea Fiori –. Abbiamo anche chiesto che il turista veda concretamente il risultato del suo contributo, prevedendo una fidelity card che darà diritto a degli sconti per entrare nei siti archeologici, permetterà di avere gratis la bici. In questo modo vivrà più serenamente il pagamento della imposta».

Tempi sprint. «Siamo a un passo dalla conclusione – aggiunge Fiori –. Abbiamo fatto tutte le verifiche e siamo pronti alla definizione finale». Ma la tassa di soggiorno comunale potrebbe essere spazzata via dall'imposta regionale di soggiorno. L'assessore regionale Francesco Morandi ha la bozza pronta nel cassetto.

Merito dell'Africa. Fiori traccia anche un bilancio della stagione. «Fino a giugno avevamo numeri identici a quelli del 2014 – afferma –. Tutto è cambiato a luglio, quando si sono registrati i problemi in Tunisia e nord Africa. Grandi tour operator hanno dirottato i flussi turistici verso l'area Mediterranea, e anche la Sardegna ne ha beneficiato. Sì è vero che la politica di promozione turistica ha dato qualche frutto, ma solo in piccola parte. La maggior parte dei meriti vanno agli avvenimenti internazionali. Ma nessuno pensi che sull'onda di questi risultati positivi si debbano alzare le tariffe».

Il futuro. Gli albergatori chiedono una strategia del turismo, un disegno senza campanili.

«Sono sempre stato contrario ai campanili – afferma Paolo Manca, imprenditore gallurese alla guida di Federalberghi regionale –. Il brand da promuovere è unico, è la Sardegna. Parlare di turismo della Gallura o della Sardegna è uguale visto che si sviluppa qui».

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