il progetto

Lo stadio Bernardo Demuro verso la ristrutturazione

TEMPIO. Continua a rappresentare il luogo-simbolo dell’affermazione anche nel settore calcistico della città, dopo i primari esordi nel campo militare di La Pischinaccia e prima dell’attuale impiego...

TEMPIO. Continua a rappresentare il luogo-simbolo dell’affermazione anche nel settore calcistico della città, dopo i primari esordi nel campo militare di La Pischinaccia e prima dell’attuale impiego dello stadio “Nino Manconi”. Si tratta del “Bernardo De Muro”, campo di calcio ricadente ai bordi dell’abitato cittadino, subito dopo la stazione ferroviaria. L’amministrazione comunale ha deciso un intervento di ristrutturazione con la somma iniziale di 130mila euro, frutto dell’annuale revisione di bilancio. L’intervento prevede il completamento e la messa in sicurezza degli impianti, l’implementazione dell’impianto di illuminazione, la realizzazione di nuovi spogliatoi, la ristrutturazione ed il ripristino degli spogliatoi esistenti, il ripristino delle tre tribune e delle gradinate, il restyling degli ingressi ed il completamento delle recinzioni esterne. Ed è così che il “Demuro” tornerà a rivivere, destinato principalmente al calcio giovanile, foriero ed iniziatore di nuove carriere del settore. Aveva preso a funzionare negli anni Cinquanta, allorché il Tempio Calcio aveva necessità di un nuovo terreno di gioco che superasse i limiti del vecchio spazio tra le caserme de “La Pischinaccia” e si adeguasse ai nuovi schemi del football moderno. Sorse in uno spazio, accanto al deposito militare di medicinali facente capo alla base della Maddalena. Per la sua realizzazione si rendevano necessari cospicui fondi, versati in maniera predominante dal “genius loci” del canto lirico internazionale, Bernardo “Birraldinu” De Muro. Da cui l’intitolazione dello stadio.

Su quel terreno di gioco Tempio Calcio cominciò la scalata ai successi di allora: la conquistata supremazia nei tornei regionali e la risalita in quelli di quarta serie nazionale, col tentativo di arrivare in serie C attraverso la storica e deludente finale con l’Empoli a Genova. Alla fine degli Anni ’60 il suo terreno

di gioco in terra battuta, su iniziativa del presidente della squadra Gianni Monteduro, fu inerbato di verde. Ad inauguralo fu l’attrice americana Pamela Tiffin, temporaneamente a Tempio perché impegnata nel girare un film sul banditismo sardo ambientato nei monti di Aggius. (t.b.)

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