Alla Valle dell’Erica chiusa e inaccessibile la strada per il mare

Santa Teresa, la società proprietaria del resort l’ha sbarrata Aspetta da due anni che il Comune ceda la striscia d’asfalto

SANTA TERESA. Trae in inganno la rete arancione utilizzata di solito per delimitare i cantieri. A Valle dell’Erica, sulla strada che porta alla rinomata spiaggia La Licciola, infatti, non ci sono lavori in corso. La società Libellula, proprietaria della lottizzazione, ha sbarrato l’accesso al mare perché da tempo attende che la strada, collaudata due anni fa, venga acquisita dal Comune come previsto da una convenzione. E divampa la polemica. Ignari della questione tecnico-burocratica alcuni cittadini protestano davanti alla recinzione, che di fatto impedisce anche il passaggio a piedi. «Non si può chiudere una strada di accesso al mare», si lamenta qualcuno. C’è anche un lucchetto. Sul cartello non è spiegato il vero motivo della chiusura. C’è solo scritto: “Strada privata, divieto di accesso ai non autorizzati. I trasgressori verranno denunciati per violazione di domicilio”. Messaggio inequivocabile, che ha mandato su tutte le furie tanti teresini. Se la proprietà puntava a catturare attenzione e clamore per accelerare i tempi del passaggio di consegna al Comune si può dire che è riuscita nell'intento. «La strada (privata) di uso pubblico sarà acquisita a breve – dichiara il sindaco, Stefano Pisciottu –. Come era previsto nella convenzione deve essere ceduta al Comune». La quérelle intorno alla striscia d'asfalto ecocompatibile, lunga circa 500 metri, che taglia la proprietà alberghiera del resort Valle dell'Erica, risale a un paio di anni fa. «Il 12 dicembre 2013 fu collaudata – racconta Aldo Borgia, direttore dei lavori della Libellula -. Nella primavera dell’anno seguente inoltrai una integrazione di documenti per la cessione al Comune, come richiestomi dagli uffici. La situazione nel tempo è rimasta invariata. Così il 30 dicembre scorso ho inviato una lettera specificando che se entro il 15 gennaio non si fosse provveduto al passaggio di proprietà la società sarebbe stata costretta a chiudere l'accesso».

E così ha fatto. «La strada è di uso pubblico – spiega – non possiamo assumerci responsabilità. Se qualcuno dovesse farsi male o qualche auto venisse danneggiata chi ne risponderebbe? Serve solo la firma del segretario comunale sull'atto. La questione va risolta in tempi brevi». (w.b.)

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