Meridiana e Costa Smeralda, tutti i retroscena del Qatar

La nuova compagnia di Olbia farà più voli. Porto Cervo, Carraro a cena con Renzi e l’emiro: la risposta a Pigliaru

OLBIA. «Siamo lì lì per chiudere... No, non è il caso di commentare. No, ora proprio no». Olbia, Roma, Cagliari, stessa risposta. Dirigenti, sindacalisti, presidenti, ministri, stessa linea. Sul matrimonio Meridiana-Qatar, sempre più vicino, sempre più concreto, nessuno ha nulla da ridire, ci mancherebbe. Ma nessuno vuole parlare prima che il sì, propiziato dal Governo, venga ufficialmente pronunciato.

Anche se un passaggio sui tre necessari è stato fatto: l’accordo tra l’Aga Khan e la famiglia reale del Qatar c’è (salvo colpi di scena). Il primo venderà alla seconda il 49% di Meridiana . Di fatto, gli arabi avranno la guida della compagnia aerea di Olbia, unificata definitivamente con la controllata Air Italy.

Dall’affare resteranno fuori l’aeroporto di Olbia e la marina di Porto Cervo: gli Al Thani volevano il primo, l’Aga Khan la seconda, la trattativa è andata avanti per mesi ma non si è chiusa favorevolmente.

Che ne sarà di Meridiana? Il Qatar avrà una compagnia italiana, libera di volare in Europa e Usa. E capace, con i soldi freschi degli arabi, di diventare quella di bandiera della Sardegna. Questo è il vero obbiettivo. Ma prima andranno fatti altri due passi: il primo a Roma il 2 febbraio, con i dirigenti di Meridiana convocati dai ministeri dello Sviluppo, dei Trasporti e del Lavoro. Si parlerà di rotte e dei 1800 dipendenti. Subito dopo, saranno chiamati in causa i sindacati. Ci saranno esuberi? E, se sì, quanti? Quale contratto sarà applicato?

Chiuso il cerchio, Meridiana sarà al servizio della Sardegna (con più voli da e per l’Isola, con un’ooferta complementare, non sostitutiva, delle low cost), e della Costa Smeralda.

A Roma, nel vertice Italia-Qatar di giovedì 28 gennaio, se n’è parlato. Il governatore Francesco Pigliaru ha detto una cosa chiara: con Porto Cervo «vogliamo intensificare e rendere il dialogo più diretto». Una richiesta che ha avanzato anche il sindaco di Arzachena Alberto Ragnedda, presente a Roma, «su invito dell’ambasciata del Qatar» ha precisato la Regione in una nota. Tradotto: Regione e Comune, abituati ad avere rapporti con più dirigenti della Costa (Carraro, Pasqualone, Ferraro) ne vogliono uno. Vogliono chiarezza.

Il Qatar, indirettamente, una risposta l’ha data. Nella cena tra Matteo Renzi e l’emiro Tamim Al Thani, a Villa Madama (tutta a base di pesce, con timballo di spinaci, dessert semifreddo, e vino bianco per la tavolata italiana; e nessun incidente in stile Iran) c’erano una ventina di persone. Tre ministri (Guidi, Giannini, Galletti),

due top manager (Moretti e Costamagna), e un altro dirigente: Franco Carraro, presidente delle società di Porto Cervo.

A leggerla così, per l’emiro la scelta su chi rappresenterà la Costa Smeralda sembra dunque chiara.

 

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