Il M5S presenta il programma: «Il turismo è la via della crescita»

La vivibilità della peschiera con piste ciclabili e passerelle, no al piano Mancini, agibilità del museo La candidata sindaca Piccinnu: «Cittadini protagonisti, tra una settimana bando per gli assessori»

OLBIA. Al sardo Roberto Cotti, senatore, dove è portavoce del Movimento 5 Stelle, il programma messo a punto a Olbia per conquistare il governo della città, piace: «Dettagliato, sostenuto da tante professionalità». Gli piace anche la qualità operativa del Movimento pentastellato, al quale riconosce la primazia in Sardegna, Cagliari compresa. Condivide soprattutto la cornice di città votata al turismo «come via per lo sviluppo economico» che interpreta il programma amministrativo per questa città.

Le proposte. Sono alcuni candidati consiglieri comunali a proporre in sequenza i contenuti che formano l’impalcatura del programma di governo che supporta la candidatura a sindaca di Maria Teresa Piccinnu. È lei a spiegare il cuore della filosofia che lo regge: la partecipazione attiva dei cittadini alla vita amministrativa. «Concetti da fissati nello statuto comunale, ma dimenticati». Tra pochi giorni sarà pronto il bando pubblico per la scelta dei candidati a a formare la squadra della giunta che dovrà operare con la costante integrazione tra gli assessorati. Le competeneze faranno la differenza nella selezione. Gestione trasparente, sportello anticrisi, partecipazione e un brand per i prodotti locali sono i pilastri della “svolta” delineata dal M5S.

Urbanistica. Materia gestita finora con «scelte sconsiderate» afferma l’architetto Luigi Pirisuno. Se governerà il M5S anche l’urbanistica sarà «partecipata» dai cittadini, che saranno protagonisti. Il nuovo corso prevede tuttavia la valorizzazione ambientale e di fruizione di aree come Mogadiscio, la foce del Podrongianos, la fascia da Cala Saccaia a Pittulongu, i cantieri nautici e il diporto con una rete di percorsi pedonali e piste ciclabili con velocità controllata, per dare unicità, spiega l’ingegnere Roberto Ferinaio, dei quartieri con la città attraverso i quattro assi viari principlai: via Barcellona, Aldo Moro, Veneto e Roma.

Riqualificazione. Rinviati a quando ci sarà i giudizi sul Puc, resta ferma l’idea per i Cinquestelle, della riqualificazione dei quartieri, del patrimonio pubblico e delle aree private per incasellare una rete di nuove attività commerciali. Navigazione interna del fiordo e passerella pedonale sul cordolo della peschiera con piazze sul mare come osservatori dell’ambiente. Tutto proiettato su processi di crescita incardinati sul turismo, osserva Antonio Filigheddu, direttore commerciale, che precisa: «È un assessorato fondamentale».

No alle vasche. Innamovibili sul no al Piano Mancini, i 5S condannano soprattutto le modalità di affidamento e, sul piano tecnico, le vasche di laminazione accanto alla via Nervi. «Le impediremo», assicurano. INsomma, il quadro generale, spiega l’ingegnere ambientale Pier Merlin, resta quello dello sviluppo sostenibile, tutto imperniato sulla qualità ambientale, compresa, lo ribadisce il geologo Luca Azara, i rifiuti zero. La buona gestione ambientale è possibile anche con l’ausilio di misure di sicurezza adeguate (per esempio nelle zone di rischio idrogeologico, sottolinea il vigile del fuoco Marco Muzzetto), moderne e anche qui partecipate, in primo luogo con studenti, insegnanti e genitori, spiega Remo De Felice, già vicequestore.

L’economia. Tanti tasselli di un’impalcatura progettuale che è una città turistica tutto l’anno, dice l’economista Antonella Formica, che riconquista vitalità negli spazi della qualità urbana («una piazza in ogni quartiere»), e in particolare in un brand dell’enogastronomia e della cultura, sottolinea Milena Fadda, portavoce del M5S Olbia. Primo obiettivo: mettere a norma il museo, che museo non è perché non ha accreditamento regionale.

Giovani e politiche sociali. Ci sono anche tante sofferenze, a Olbia, che punta a una «giustizia sociale imprescindibile», dice il funzionario provinciale Pietro Soru.

Mille questionari sulla “città che vorrei” hanno dato un ventaglio delle asdpettative giovanili, «perché l’idea della città del futuro deve prtire da loro», dice Michele Li Gioi, promotore finanziario. «Saranno responsabilizzati con tante iniziative». (gpm)

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