Porto Cervo, addio tra le polemiche al villaggio Harrods

Costa Smeralda nella bufera: il Comune di Arzachena ha detto no agli stand di lusso nel molo. Pronto un ricorso al Tar

PORTO CERVO. Ancora una volta il villaggio del lusso di Harrods finisce nella bufera, come avviene sin dal suo esordio sulla banchina di Porto Cervo, avvenuto nell’estate 2013. Stavolta il comune di Arzachena ha scritto una lettera alla Porto Cervo Marina, società proprietaria dell’approdo di lusso, che fa parte della galassia della Costa Smeralda di proprietà del fondo sovrano del Qatar, negando l’autorizzazione all’installazione dei box sul molo più famoso della Sardegna. E già si sa quale sarà la reazione della Porto Cervo Marina: ricorso al Tar per cercare di aprire anche quest’anno il Prestige village.

Domanda e diniego. Quest’anno la Porto Cervo Marina aveva inviato una lettera al comune di Arzachena all’inizio di aprile. «Una lettera – rivelano fonti vicine alla Porto Cervo Marina – che non ha avuto alcuna risposta». All’inizio di maggio nuova comunicazione per l’avvio dei lavori, fissati dalla società titolare del porto per il 16 maggio. Stavolta il comune si fa sentire, dopo una decina di giorni. Una comunicazione imperativa: nessuna autorizzazione e diffida a iniziare i lavori. «Secondo l’amministrazione di Arzachena – rivelano ancora le fonti – nessuna autorizzazione può essere rilasciata. Perché questo sarebbe stato il quarto anno consecutivo del villaggio di Harrods, e dunque l’iniziativa non avrebbe più carattere temporanea, ma diventerebbe ripetitiva. E per questo tipo di richiesta, serve la concessione edilizia».

Come dire che nulla si può fare, visto che il porto di Porto Cervo è in zona H, dunque a tutela integrale, sino a quando non intervengano variazioni che possono essere fatte solo se il comune avvia la procedura di cambiamento di destinazione d’uso, scalando l’area a zona servizi dopo richiesta alla Regione.

La storia. La storia del Villaggio Harrods è sempre stata molto sofferta. Un marchio conosciuto nel mondo che per la prima volta veniva esportato fuori da Londra. Ma nel 2013, il cantiere sul molo venne sequestrato dai carabinieri a giugno, per difformità nel progetto. Poi però il dissequestro e il completamento dei lavori. Nel 2014 apertura del villaggio solo ad agosto, perché il comune aveva dato una concessione per 15 giorni. Poi, dopo il ricorso al Tar, il villaggio rimase aperto sino a metà settembre, facendo leva sul fatto che la legge regionale consente strutture amovibili per 90 giorni. Nel 2015 ancora un ricorso al Tar da parte della Porto Cervo Marina, stavolta ad aprile, per allungare i tempi di apertura, che il comune fissava sempre in 15 giorni. Stavolta le vetrine dei gazebo targati Harrods rimasero aperte dal 27 giugno sino alla fine di agosto.

Golfo Aranci. Sembra quasi una beffa per Porto Cervo, visto che a Golfo Aranci un villaggio simile sarà in funzione, sul lungomare, per tutta l’estate. Ma nel comune guidato da Giuseppe Fasolino, l’area risulta essere di servizi e non zona H. Cosa invece che a Porto Cervo, nonostante la vocazione turistica dell’approdo, non esiste. Il tutto perché quando fu

fatto il piano comunale di Arzachena, non si fece una variazione da zona H. «Il porto esiste dal 1964 – aggiungono le fonti di Porto Cervo Marina – e il villaggio Harrods ha contribuito al rilancio di Porto Cervo. Tenerlo chiuso è profondamente sbagliato».

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