Pannella, La Maddalena e quel corteo anti Nato di 40 anni fa

Il leader radicale manifestò con centinaia di persone. La Procura chiese alla Camera di processarlo

LA MADDALENA. Quarant'anni fa, Marco Pannella sbarcò alla Maddalena. Non fu, la sua, una gita. Fu una delle prime (e più rilevanti) manifestazioni contro la presenza militare nell'arcipelago. Una scelta che gli costò molto: la Procura di Tempio chiese alla Camera dei deputati, di cui faceva parte il leader radicale morto oggi, 19 maggio, di poterlo processare. Le accuse contro di lui avanzate dal procuratore capo Salvatore Pigozzi erano quelle di aver dato vita a una radunata sediziosa, di aver istigato i militari a disobbedire alle leggi e di aver offeso il loro onore e prestigio chiamandoli - come si legge nella richiesta inviata da Tempio a Palazzo Madama il 29 ottobre 1977 - "assassini, criminali, venduti, cornuti e bastardi". La Camera disse no.

Tornare, nel ricordo di Pannella, alla metà degli anni Settanta serve a ricordare che cosa accadde alla Maddalena. Nel 1972 l'isola di Santo Stefano divenne punto d'appoggio per i sottomarini americani a propulsione nucleare. Una postazione che la Us Navy abbandonerà solo - dopo altre manifestazioni, fra tutte quelle di Greenpeace nel 1988, e l'incidente al sommergibile Hartford del 2004 mai del tutto chiarito - una trentina d'anni dopo, nel 2007. Il clima, allora, era incandescente. Le forze di oppisizione ai governi a guida democristiana, e agli Usa, erano agguerrite: i sottomarini americani, per loro, erano incompatibili con La Maddalena.

Fu in quel contesto che Pannella, insieme a 200-300 manifestanti, organizzò tra il 18 e il 19 agosto 1976 quattro cortei contro la base americana, definita "marcia internazionale antimilitaristi contro le basi Nato in Italia". La Maddalena fu invasa dai pacifisti. Il momento di tensione più alto si ebbe - come si legge nella richiesta di autorizzazione a procedere presentata alla Camera dal procuratore Pigozzi - alle 19,15 del 19 agosto. I manifestanti si recarono al punto di imbarco e sbarco, verso Santo Stefano, dei militari americani. In quello spazio costruirono, con una triplice fila di mattoni forati, un muro che definirono simbolico. Un modo per bloccare l'accesso delle stellette alla Maddalena.

Polizia e carabinieri intimarono ai radicali e ai pacifisti di rimuovere quel muro, ottenendo un secco no. I manifestanti - secondo la Procura - lanciarono oggetti contro le forze di polizia. La folla fu caricata. Non ci furono feriti.

Pannella ebbe il merito di aver portato all'attenzione dell'opinione

pubblica italiana il caso della Maddalena. Che trent'anni dopo si è concluso con l'addio della Us Navy alla base di Santo Stefano. Un addio che, ancora oggi, è controverso. Per alcuni, una vittoria. Per altri, una sconfitta per l'economia maddalenina. Per Pannella, certamente un successo.

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