Fanelli: «Niente più aiuti al Calangianus»

L’amarezza dell’ex presidente: non mettono il tappeto sintetico allo stadio? Non verserò più un euro

CALANGIANUS. «Non verserò più un euro nelle casse del mio amatissimo Calangianus e non farò più parte della società. Come tifoso ed ex presidente, che ha sempre dato ai colori giallorossi , mi dichiaro fortemente deluso. Sono anni che come dirigenti invochiamo un tappeto sintetico e invece ancora una volta si interverrà per rifare il tappeto erboso. Il prossimo inverno ci accorgeremo che avremo sprecato altri soldi con il problema irrisolto». E’ l’amaro sfogo di Flavio Fanelli , ex presidente del Calangianus che, ogni anno, dà un sostanzioso contributo. Parole, le sue, che animeranno l’estate degli sportivi: se Fanelli si ritira, infatti, sarà una grave perdita per le entrate. Lui, pesarese, agente di commercio, si è innamorato dei colori giallorossi dagli anni Settanta. Risiede a Quartu ma il Calangianius è nel suo cuore. Da quarant’anni si impegna per il calcio e per lo del paese.

Nel 1975 fondò, con altri, la 'La Calangianese" per consentire ai giovani locali di non emigrare in squadre minori; poi dal 1980 all' 83 fu presidente del Fbc Calangianus e poi ininterrottamente, dirigente. L’11 gennaio 2007 l’amministrazione comunale di Antonio Scano, volle insignirlo della cittadinanza onoraria per meriti sportivi. «Mi sento calangianese al 100% - dice - ma da sportivo mi vergogno del terreno del Signora chiara. Con un tappeto sintetico di ultima generazione potremmo avere anche un settore giovanile. Ieri i ragazzi saltavano la rete per giocare sul terreno in terra battuta. Oggi dove giocano? Siamo una delle squadre più antiche dell’isola che vede i ragazzi crescere altrove perché non c’è una struttura che li accolga. Una volta si aveva una bella base di atleti locali, oggi dobbiamo cercarli altrove. Le cause, è vero, sono molte ma una, la più importante è che non c’è un terreno di gioco che li ospiti. Giro per la Sardegna- dice Fanelli- e i campi in sintetico ci sono dappertutto, paesini compresi. A Calangianus no. E’ il minimo che si poteva fare per la nostra società. Il

mio non è un discorso contro questa o quella amministrazione, ma non capsico perché in questo settore ci si paralizzi e si rimandi a un domani. Gli allenatori del cagliaritano mi manifestano il loro sconcerto per le condizioni del terreno del Signora Chiara. Resto mortificato».(p.z.)

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