I delfini preziosi alleati del turismo ecosostenibile

Golfo Aranci punta ad arricchire l’offerta turistica con il “dolphin watching”

GOLFO ARANCI. Operatori turistici come custodi del mare, dove la conoscenza si coniuga con l’economia, per lo sviluppo di un turismo ecosostenibile. Nuove regole e certificazione di sostenibilità ambientale arrivano nelle acque di Golfo Aranci, a tutela dei suoi abitanti più amati, i delfini, sempre più protagonisti delle vacanze di chi sceglie la Gallura. Il “dolphin watching”, l’attività di avvistamento dei delfini, si sta diffondendo sempre di più nell’offerta turistica di diving e operatori dediti alle escursioni in mare. Tanto da rendere necessaria un’auto regolamentazione da parte delle attività turistiche. A proporla e a concordarla con gli operatori che si dedicano al dolphin watching, è la Wolrdrise, un’organizzazione onlus di cui è presidente Mariasole Bianco, una laurea in biologia marina e un master in Australia (dove si è dedicata allo studio della barriera corallina), componente della Commissione mondiale delle aree protette, ospite frequente della trasmissione tv Kilimangiaro.

Mariasole Bianco durante...
Mariasole Bianco durante un'escursione (foto Liliana Loris)

Amante del mondo sommerso di Golfo Aranci nel quale si immerge fin da bambina, Mariasole Bianco, con la sua Onlus, attraverso cui promuove progetti per la tutela dell’ambiente marino, ha dato vita due anni fa al progetto “Golfo dei delfini”, e ha redatto la prima auto regolamentazione sull’avvistamento dei delfini, in collaborazione con quattro operatori locali: il Centro immersioni Figarolo, Cds diving & marine services, cooperativa sociale Figari, Diving & snorkeling team. Regole che si rifanno alle linee guida internazionali applicate per uno sviluppo economico sano e sostenibile.

Nelle loro escursioni tra le onde, alla scoperta della vita dei delfini, gli operatori devono attenersi a precise regole che assicurano la sostenibilità ambientale dell’attività. Sostenibilità suggellata dalla certificazione di “Friend of the sea”, programma di certificazione internazionale per le attività di dolphin e whale watching sostenibili. Una novità che ha preso il via la settimana scorsa. Undici in tutto le regole a cui devono attenersi gli aderenti al progetto, quattro, quelle quali fondamentali: la velocità delle imbarcazioni nelle fasce di osservazione (massimo 5 nodi), la distanza di sicurezza (non è consentito avvicinarsi a meno di 60 metri dai delfini), durante l’osservazione il motore dev’essere in folle, e divieto assoluto di dare cibo agli animali e fare il bagno. Ma l’escursione non è fine a se stessa. Gli operatori vengono anche formati per educare i turisti alla conoscenza dei cetacei.

«Integrare l’attività turistica con aspetti educativi è un requisito fondamentale per l’accreditamento come attività ecoturistica, per imparare a conoscere, amare e rispettare il nostro mare – spiega Mariasole Bianco – Ambiente e turismo responsabile possono convivere con grandi benefici per il territorio, creando ricchezza e opportunità per tutti».

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