Fiordalisi: distruggete le intercettazioni

Il gip decide la sorte di migliaia di telefonate. La Procura accorpa i procedimenti in un’unica maxi inchiesta: 33 inquisiti

PORTO CERVO. Ancora un colpo di scena sulla lunga battaglia giudiziaria che riguarda la gestione e gli affari della Costa Smeralda. Il procuratore di Tempio, Domenico Fiordalisi, ha deciso di rimescolare le carte riunendo tutti i controversi filoni d’indagine (almeno quattro) in un’unica maxi inchiesta con ben 33 soggetti indagati. Guida l’elenco il finanziere Tom Barrack, lo segue l’ex ministro Franco Carraro. La comunicazione, del tutto inattesa, è giunta ieri mattina in udienza davanti al gip del tribunale di Tempio dove si decideva la sorte di decine di intercettazioni telefoniche. La Procura ha chiesto la distruzione di migliaia di intercettazioni telefoniche, non utilizzabili in alcun modo, riguardanti dialoghi tra indagati e difensori, tra un senatore (Franco Carraro) e suoi interlocutori, oltre ad altre intercettazioni, anche ambientali, ritenute dalla Procura non utili ai fini delle indagini. Di diverso avviso i difensori che, invece, quelle intercettazioni vorrebbero esaminarle. Il gip Elisabetta Carta si è riservata di decidere in merito, dopo aver preso conoscenza dei modi di acquisizione e dei metodi di conservazione del delicatissimo materiale, secretato sin dall’origine dalla Procura.

L’annuncio dell’accorpamento in una maxi inchiesta con 33 indagati (23 persone fisiche e 10 società) riapre la battaglia giudiziaria che da anni vede contrapposti il capo della Procura, i giudici del tribunale di Tempio e gli avvocati degli indagati in una sequela di ricorsi e contro ricorsi al tribunale del riesame e alla Cassazione. La “madre di tutte le inchieste” è praticamente chiusa, l’avviso di conclusione già pronto, ma non ancora notificato alle parti. Un lungo elenco di indagati eccellenti, come il finanziere americano con triplo passaporto libanese, americano e australiano Tom Barrack, il senatore di Forza Italia Franco Carraro, Mariano Pasqualone, amministratore delegato di Sardegna Resorts (la società che gestisce l’intera Costa Smeralda), il presidente del Consorzio Costa Smeralda Renzo Persico l’ex dirigente del settore tecnico-urbanistico del comune di Arzachena Antonello Matiz, il progettista e ingegnere cagliaritano Tonino Fadda e Antonio Tramontin, consulente componente della commissione regionale per il paesaggio. Agguerrito il collegio dei difensori (ieri erano presenti in udienza gli avvocati Benedetto Ballero, Rita Dedola e Antonella Cuccureddu). Con loro uno stuolo di amministratori di società, commercialisti e consulenti internazionali che hanno preso parte alla costituzione delle tante società aperte da Tom Barrack per la cessione, nel 2012, della costa Smeralda al Qatar, vendita avvenuta estero su estero e per la quale il procuratore Fiordalisi contesta una evasione fiscale di 220 milioni di euro. Una “associazione per delinquere” – come l’ha inquadrata giuridicamente lo stesso

capo della Procura gallurese nei singoli avvisi di conclusione di indagine inviati nei mesi scorsi a gran parte degli indagati – costituita per evadere le tasse e aggirare, con una ragnatela di collusioni, le normative edilizie regionali e comunali.(m.b.)

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