Politici e associazioni contro il gestore

La notizia del prolungamento dell’interruzione idrica ha gettato nello sconforto la città, letteralmente assetata, dopo le piogge abbondanti dei giorni scorsi che hanno reso non potabile anche l’acqua...

La notizia del prolungamento dell’interruzione idrica ha gettato nello sconforto la città, letteralmente assetata, dopo le piogge abbondanti dei giorni scorsi che hanno reso non potabile anche l’acqua delle fontane pubbliche, non per inquinamento patogeno, ma per i detriti trasportati dalle piene. Già pulite dagli operai comunali, si attende ora l’esito del Laboratorio analisi. Per il momento, solo una delle cinque fonti di Fundu di Monti e la Fontana di Pastini sono potabili. Silenzio assoluto ieri, invece, dagli amministratori che giovedì avevano commentato duramente, maggioranza ed opposizione, la lunga interruzione. Fra le altre cose, Andrea Biancareddu aveva annunciato la convocazione di una assemblea popolare per l’avvio, assieme ed esponenti di Associazioni a difesa dei consumatori, di una Class Action contro Abbanoa. Antonio Balata capogruppo e Monica Liguori, consigliere comunale, di Tempio Libera, avevano invece chiesto che l’intero Consiglio comunale recandosi a Cagliari, per protesta contro Abbanoa, rimettesse il mandato nelle mani del Presidente della Regione. «Un segno di protesta forte

contro Abbanoa, avevano scritto i due, per la condizione di degrado nel quale  Abbanoa ha ridotto la Città». Severo nel suo giudizio il portavoce di Tempio Libera, Daniele Carbini che rileva «la totale impotenza degli amministratori galluresi, di fronte all'insolente sordità di Abbanoa».(a.m.)

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