In memoria di Filigheddu, padre della Costa Smeralda e dell'aeroporto di Olbia

Trent'anni fa moriva il consigliere regionale di Arzachena che portò il grande turismo in Gallura

ARZACHENA. Ad Arzachena, per tutti, era l’Onorevole. Ma la storia, oggi, ci dice che non era solo l’Onorevole del suo paese, da lui così tanto amato, ma della Gallura tutta. Trent’anni fa, all’età di 74 anni, moriva Giovanni Filigheddu. Democristiano, consigliere regionale delle prime quattro legislature, assessore al Turismo, presidente della Sfirs, Filigheddu è stato – soprattutto – il padre della Costa Smeralda e dell’aeroporto di Olbia. Fu lui, che conosceva l’inglese e il francese, a portare ad Abbiadori e Liscia di Vacca gli investitori, stranieri, che avrebbero fondato il Consorzio. Fu lui, quando la Costa Smeralda era già nata, a finanziare, come primo firmatario di una proposta di legge in consiglio regionale, la costruzione del nuovo aeroporto di Olbia. Due grandi intuizioni, due grandi progetti, cui se ne aggiunge un altro: fu lui – e la sua famiglia, dal padre ai cugini – a far stanziare i soldi per la costruzione della diga del Liscia; per la grande opera, fecero pressioni su uno dei politici italiani allora più influenti, Antonio Segni, e furono premiati.

Antonio Segni in visita in Gallura,...
Antonio Segni in visita in Gallura, alle sua spalle Giovanni Filigheddu

Giovani Filigheddu è forse (e senza il forse) il politico più importante della Gallura negli ultimi 60 anni. Laureato (alla fine della seconda guerra mondiale, Arzachena aveva il tasso più alto di laureati), visceralmente legato ad Arzachena e alla Gallura, in Regione lavorò incessantemente per il suo paese e la sua terra. Fu lui uno dei primi (se non il primo) a credere alle potenzialità turistiche di Monti di Mola, la regione che comprende Porto Cervo, Liscia di Vacca, Abbiadori, Cala di Volpe, Pitrizza e Romazzino. A metà anni 50, da direttore regionale dell’ufficio del lavoro, avviò la costruzione della strada che – finalmente – collegava Monti di Mola con Arzachena e, poi, Olbia. In quegli stessi anni, fece allargare la strada da Abbiadori per Capriccioli, località, quest’ultima, in cui avviò anche l’elettrificazione.

Che sia lui lo scopritore della futura Costa Smeralda, lo certifica un fatto storico: fu lui a portare a Capriccioli John Duncan Miller, rappresentante in Europa della Banca mondiale. Il viaggio avvenne nella primavera del 1959. Lo ricorda Franco Azara, figlio del più grande mediatore dei terreni, Nicola, e primo assunto del Consorzio Costa Smeralda. “Filigheddu parlava l’inglese e, attraverso le sue conoscenze, fece arrivare Miller ad Abbiadori. Miller venne in aereo, atterrò ad ad Alghero; ma con la nave, da Roma, si fece portare la sua Bentley color caffellatte. Con quella, Miller e Filigheddu arrivarono da Olbia ad Abbiadori, a casa nostra. Miller vide i terreni di Capriccioli, di Romazzino, e se ne innamorò. Pranzammo nel nostro stazzo: pasta asciutta con carne di cinghiale, vino rosso della vigna di Cala di Volpe di 17 gradi. Miller non sapeva usare la forchetta: fu Filigheddu  a insegnarli come fare”.

Pochi mesi dopo, nel settembre del 1959, davanti al notaio Mario Altea di Tempio, Miller, rappresentato da Giorgino Filigheddu, cugino di Giovanni e sindaco di Arzachena, acquistò, dalle famiglie Azara e Orecchioni, 18 ettari a Capriccioli, su cui poi costruì una villa. Ma Miller fece di più: avvisò i suoi amici londinesi della bellezza di Capriccioli. Il primo a essere contattato fu Ronald Grierson, banchiere, che a sua volta avvertì Gisele e René Podbielski, e poi Patrick Guinness, che ne parlò con il fratellastro, l’Aga Khan. L’anno dopo, nel luglio 1960, la comitiva, a eccezione dell’Aga Khan, arrivò a Capriccioli. Gli stranieri guardarono i terreni, opzionarono i terreni, costituirono una società, Etab. Romazzino, e nel dicembre del 1960 compraono i primi 170 ettari a Romazzino dalle famiglie Azara, Orecchioni, Linaldeddu, Gala, Casula e Deiana.

In quello stesso mese, l’Aga Khan arrivò per la prima volta in Sardegna. Il suo punto di riferimento in Sardegna divenne Giovanni Filigheddu. Per ogni cosa, progetti, piani, leggi, incontri, l’Aga Khan poteva contare sull’Onorevole. La Costa Smeralda – oltre che volontà dell’Aga Khan e per la scelta dei pastori di Abbiadori e Liscia di Vacca di vendere i terreni - nacque anche per l’intuizione e l’impegno di Filigheddu. Il quale - oltre che lavorare per gli altri centri, fra cui le campagne di Telti per l’autonomia da Tempio – sbloccò l’isolamento di Olbia. Da consigliere regionale, firmò la proposta di legge che, approvata nel maggio del 1965 dal consiglio regionale, portò Olbia, con quei primi 800 milioni, ad avere il via libera per la costruzione dell’aeroporto Olbia-Costa Smeralda.

Arzachena gli ha dedicato una piazza. Tutta la Gallura potrebbe farlo.

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