Piano Mancini, decide la Regione

Il commissario si riprende la gestione della Via. Nizzi denuncia Maninchedda

OLBIA. Il Comune ritira l’istanza di Valutazione di impatto ambientale del Piano Mancini e in contemporanea rinuncia alla proroga di 6 mesi chiesta al Servizio Valutazione ambientale. La Regione risponde con una ordinanza di revoca. Paolo Maninchedda, nel suo ruolo di soggetto attuatore per il Commissario di governo contro il dissesto idrogeologico, revoca «per grave inadempimento» l’ordinanza con cui aveva delegato il Comune a portare avanti le opere anti-alluvione, nello specifico le vasche di laminazione. La stessa ordinanza stabilisce che l’Ufficio di supporto del Commissario subentra nelle funzioni prima delegate al Comune, in particolare nel procedimento di Via.

Alla guerra. Il sindaco Settimo Nizzi annuncia azioni legali contro Maninchedda. Non per l’esercizio dei poteri commissariali previsti dalla legge, ma per i toni usati nell’ordinanza. E dichiara guerra alla Regione. «A me piace andare alla guerra, è un invito a nozze – dice –. Con questo atto non ci hanno nè intimorito, nè intimidito. Non abbiamo nessun interesse a collaborare e andiamo avanti per la nostra strada. La prossima settimana pubblichiamo il bando per incaricare dei professionisti di preparare un piano alternativo. Entro 60 giorni avremo un nuovo progetto da sottoporre a Via. Il Piano Mancini è un progettino che fa acqua da tutte le parti e non otterrà mai l’approvazione». Replica sereno l’assessore Maninchedda. «Non stiamo facendo la guerra a nessuno – dice –. Ci interessa solo mettere la città al sicuro. Il Comune ha ritirato l’istanza di Via e rinunciato alla richiesta di sospensione del termine per la convocazione della conferenza istruttoria. L’Ufficio commissariale si sostituisce pertanto al Comune per portare avanti il procedimento di Via e conferma la richiesta di proroga allo Sva».

Passo indietro. All’indomani dell’alluvione del 2013 il Governo ha nominato il presidente Francesco Pigliaru commissario delegato per realizzare gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Pigliaru ha indicato l’assessore Paolo Maninchedda, soggetto attuatore. A sua volta la Regione aveva delegato il Comune a realizzare le opere anti-alluvione.

La revoca. «Che il commissario avocasse a sè la gestione di questa pratica è previsto dalla normativa nazionale del commissariamento delle opere di interesse pubblico – spiega Nizzi –. Non avrei avuto nulla da ridire su questa lettera se non avesse usato toni offensivi nei miei confronti. L’assessore porta avanti chiaramente e spudoratamente una azione politica nei confronti di un sindaco eletto democraticamente. Per questo darò mandato all’ufficio legale per difendere l’onorabilità del sottoscritto e del Comune».

Le frasi incriminate. Scrive nell’ordinanza Maninchedda. «Constatata l’ingerenza del sindaco nell’attività in capo al responsabile del procedimento identificato nel direttore del settore Pianificazione del Comune, che non ha consentito il normale svolgimento del procedimento di Via e ne ha disposto l’interruzione; ritenuto il comportamento assunto dall’Amministrazione altamente lesivo degli interessi pubblici e che gli atti emanati dal

sindaco configurano un grave inadempimento degli obblighi assunti con la convenzione del marzo 2016». Commenta Nizzi. «Vorremmo sapere come mai lo Sva concede 6 mesi di proroga al commissario e a noi la nega. Abbiamo ritirato la Via come lo stesso Sva il 22 aprile 2016 consigliò al Comune».

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