Olbia, per l'alternativa al Piano Mancini in gara 12 progetti

Al bando del Comune partecipano maxi società e importanti studi di ingegneria

OLBIA. I big dell’ingegneria idraulica italiana alla corte del Comune. Alla gara per il piano del rischio idraulico bis hanno partecipato in 12. Maxi società e blasonati studi di ingegneria idraulica italiana hanno messo insieme competenze ed esperienza per realizzare il progetto anti-alluvione voluto dal sindaco Settimo Nizzi. L’alternativa al Piano Mancini varato sotto la precedente amministrazione.

Le offerte. Ieri l’apertura delle buste con le 12 offerte. La commissione di seggio formata dal dirigente Tino Azzena presidente, Barbara Molino e Franco Fresi ha verificato il possesso dei requisiti previsti dal bando. È solo la fase iniziale del percorso che porterà ad assegnare l’appalto finanziato con oltre 200mila euro di fondi comunali. Le proposte per il piano anti-alluvione bis arrivano da tutta Italia. Partecipano studi di ingegneria, architettura e geologia di Roma, Verona, Torino, Firenze, Bologna oltre ad alcuni studi sardi. C’è anche un’offerta arrivata dall’Austria.

Curriculum a 5 stelle. Il bando preparato dal Comune era molto severo. Chiedeva curriculum stellati per partecipare, esperienze di alto livello nelle diverse fasi di progettazione di opere idrauliche, fatturati a più zeri come garanzie di solidità. Tra i partecipanti compare la Bonifica spa, società internazionale con progetti nel Mediterraneo e in Africa. In Italia ha realizzato il progetto del ponte sullo stretto di Messina, l’alta velocità Torino-Venezia, la linea ferroviaria Roma-Napoli. Lo Studio Maione ha nel palmares importanti opere idrauliche: il canale scolmatore sul Bisagno a Genova, bacini e vasche di laminazione. Il Gruppo Lombardi è un altro big italiano. Suo il progetto per l’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, l’ampliamento della metropolitana di Copenaghen, la linea 5 della metro di Milano, la metro di Porto in Portogallo. Tra gli studi sardi c’è anche il Metassociati, che ha firmato la riqualificazione del lungomare del Poetto.

La commissione tecnica. La prossima settimana verrà nominata la commissione tecnica. Dovrà esaminare la proposta e l’offerta economica. Sarà l’amministrazione a indicarne i componenti anche se un recente decreto obbliga i comuni a creare un albo dei commissari di gara. La legge consente agli enti locali un periodo di tempo mettersi in regola e Olbia sfrutterà proprio questa finestra. La valutazione avverrà in una o più sedute riservate. Ci vorrà almeno un mese prima che questa complessa fase di esame venga conclusa.

Passo lento. Subito dopo l’aggiudicazione lo studio vincitore firmerà il contratto. Da quella data avrà un mese di tempo per presentare indagine di campo e analisi conoscitive; analisi idrologica e idraulica e analisi delle alternative. L’amministrazione dovrà esaminare la documentazione e approvarla. Entro un mese dall’ok del Comune, lo studio vincitore dovrà presentare il resto della documentazione. La nuova proposta dovrà essere approvata dal Consiglio ed emendata con le osservazioni

dei cittadini. Solo allora lo studio di fattibilità verrà valutato dall’Autorità di bacino. Se arriverà l’ok al Comune da questo organismo il progetto andrà avanti e passerà alla fase operativa, cioè la preparazione del definitivo da sottoporre alla valutazione di impatto ambientale.

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