"Non era violenza sessuale": assolto un gallurese accusato di aver abusato della figlia di sei anni

Dopo quattro anni di calvario giudiziario e di linciaggio morale il giudice del tribunale di Tempio ha chiuso il caso

OLBIA. Dopo quattro anni di calvario giudiziario e di linciaggio morale ieri 16 marzo il giudice del tribunale di Tempio ha assolto un pensionato olbiese di 68 anni dall’accusa infamante di aver palpeggiato e violentato la figlia di 6 anni. Assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste. Per l’uomo, oggi provato dall’esperienza devastante e gravemente malato, è una liberazione. Soddisfatto il suo difensore, l’avvocato Abele Cherchi, che è riusito a provare l’innocenza dell’uomo nonostante il pubblico ministero nella sua requisitoria avesse richiesto la condanna dell’imputato a cinque anni. Alla fine, il giudice Alessandro Di Giacomo ha deciso per l’assoluzione.

La vicenda risale al periodo compreso tra il 2011 e il 2013. L’inchiesta della magistratura era scattata dopo la denuncia presentata dalla moglie dell’uomo (una donna di nazionalità nigeriana ma residente a Olbia) e mamma della bambina per presunte violenze sessuali commesse dal padre. Conclusa l’indagine, il pensionato olbiese era stato rinviato

a giudizio con accuse pesanti come macigni. Nel corso del processo i palpeggiamenti, gli abusi e la violenza sessuale si sono però rivelati inesistenti e negati persino dalla stessa bambina. Alla fine, ieri, la sentenza di assoluzione che ha scritto la parola fine all’incubo del pensionato.

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