il caso

Un anno fa la lavanderia sotterranea

PORTO ROTONDO. Esattamente un anno fa proprio l’amministrazione comunale di Olbia aveva svolto un sopralluogo a Villa Certosa per verificare un progetto presentato dalla società Idra immobiliare per...

PORTO ROTONDO. Esattamente un anno fa proprio l’amministrazione comunale di Olbia aveva svolto un sopralluogo a Villa Certosa per verificare un progetto presentato dalla società Idra immobiliare per la realizzazione di un locale ad uso lavanderia-stireria. Nulla di anomalo, a parte l'originalità del fatto che il locale è interrato. Il locale interrato da adibire a lavanderia-stireria costituiva una variante in corso d'opera rispetto al progetto principale, che consisteva nella parziale demolizione dell’edificio e ricostruzione con ampliamenti volumetrici (per un massimo del 20%), previsti dal Piano casa, di un edificio che si trovava in superficie.

Il locale interrato da adibire a lavanderia-stireria costituisce una variante in corso d'opera rispetto al progetto principale che consiste nella parziale demolizione e ricostruzione con ampliamenti volumetrici (per un massimo del 20%), previsti dal Piano casa, di un edificio che si trova in superficie.

La verifica effettuata nei mesi scorsi dal comune di Olbia aveva dimostrato che tale edificio interrato non era stato già costruito in tutto o in parte. Per gli ampliamenti, che concernono un edificio accessorio, esistevano tutte le concessioni edilizie. La parte interrata, oggetto della conferenza di servizi, era stata autorizzata in base al regolamento

edilizio del comune di Olbia. La costruzione dei nuovi locali interrati, secondo la normativa edilizia vigente, fa sì che questi non rientrino nel computo volumetrico complessivo e non vengano quindi conteggiati all'interno degli aumenti volumetrici compresi nel Piano casa. (g.d.m.)

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