L’integrazione raccontata in un video

Riscontri positivi per il progetto Legàmi del liceo De Andrè riservato a 15 studenti africani. I grandi progressi di Abdullah

TEMPIO. Era prevedibile e i fatti lo stanno dimostrando. Il progetto del liceo De André che ha lo scopo di includere nel proprio tessuto scolastico e comunitario di 15 minori migranti non accompagnati, si sta rivelando un’esperienza formativa di grande valore.

Soddisfazione. A pochi mesi dal primo giorno di scuola dei 15 giovanissimi studenti africani, il primo bilancio che si può fare è decisamente positivo. “Legàmi” (questo è il titolo del progetto) è diventato un valore aggiunto dell’ordinaria prassi scolastica. Ciò fa capire perché il dirigente scolastico, Maria Chiara Demuro, e gli insegnanti coinvolti si dicano soddisfatti del percorso sinora intrapreso. Tra questi, in modo particolare, i due docenti, Fabio Solinas e Valentina Balata, che si occupano delle competenze di base dell’italiano per stranieri.

Gli specialisti. Il progetto ha richiesto anche la partecipazione di uno psicologo e presto, nel team dei formatori, entrerà un regista. «L’idea – spiega la professoressa Sara Puggioni – è di documentare con un video una buona pratica d’inclusione e individuare tutti quei contesti di spazio con i quali la scuola si relaziona con il territorio». «Legàmi” è un progetto di cui va giustamente orgogliosa Maria Chiara Demuro, dirigente del liceo De André. «Quello che sta accadendo ora – dichiara – è sempre più interessante. Dopo un normale impatto iniziale, i vissuti emergono e le individualità si formano. Si nota poi una tensione positiva tra ciò che è stato e ciò che sarà nella nuova identità in via di costruzione».

L’esperienza. Tra gli studenti più promettenti del De André c’è sicuramente Abdullah, diciottenne, malese, capace di parlare più lingue e con una sorprendente padronanza dell’italiano. «Sono grato per le attenzioni che ci vengono rivolte – dice, un po’ schermendosi – e mi piace studiare. Qui posso continuare a farlo». Ama così tanto la narrativa che ha tenuto una lezione sulla letteratura della Costa d’Avorio agli altri studenti. Il suo autore preferito è Ahmadou Kourouma, ma non disdegna nessuno scrittore né le culture letterarie degli altri paesi. Al liceo De André

lui e gli altri ragazzi africani hanno provato a tradurre in bambara i primi passi dell’Odissea. L’effetto è stato quello di un Omero reso in mandingo, prodigio di una letteratura universale che, contrariamente alla vita reale, non conosce fortunatamente confini.

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