san teodoro

Sagome e vestiti da sposa contro la violenza

Venerdì in piazza Gallura la performance artistica partita dagli Usa “Don’t touch my brain”

SAN TEODORO. L’arte come strumento di lotta collettivo contro il femminicidio e la violenza in tutte le sue forme. Sagome di donne e uomini segnate per terra col gesso e abiti da sposa appesi al balcone: immagini forti per scuotere le coscienze e sollecitare cittadini e istituzioni a costruire una società non violenta. “Don’t touch my brain”, “Non toccare la mia mente” è una performance artistico-ambientale contro la violenza, nata in Sardegna e “Made in Usa”: è partita dagli Stati Uniti, ha attraversato l’Europa e arriverà in Sardegna, a San Teodoro, grazie all’idea della fotografa Sebastiana Falchi Martinez, nata a Sassari ed emigrata in California, e dell’artista Nietta Condemi De Felice, di Nuoro. «L’obiettivo – spiegano – è quello di spaccare in due quell’armatura ereditata dai nostri avi, madri, padri e nonni fatta di vergogna e omertà rispetto alla violenza domestica e nella società, con la collaborazione di tutti». Tutti infatti possono partecipare a “Don’t touch my brain” disegnando la sagoma del proprio corpo a terra (a rappresentare i rilievi della Scientifica dopo un omicidio), o esponendo dal balcone di casa il proprio abito da sposa o da sposo: emblemi di un amore troppo spesso macchiato dal sangue del femminicidio e di altre violenze. I partecipanti dovranno scattare una foto della propria sagoma o del vestito e pubblicarla sulle pagine Facebook e Instagram dedicate all’evento scrivendo “Ci sono anche io Don’t touch my brain” con nome, cognome e città. La performance è decollata il 17 marzo in California. L’evento clou sarà a San Teodoro, il 21 aprile (patrocinato dal Comune). A partire dalle 9, in piazza Gallura, verranno allestite finestre e poggioli con abiti da sposa usati, mentre gli studenti segneranno a terra le sagome. In serata il convegno “La violenza e gli effetti collaterali sugli affetti e sulla società”. Interverranno l’antropologo Bachisio Bandinu, la naturopata Patrizia

Cossu, la giornalista Carmina Conte, la scrittrice Giovanna Mulas, l’avvocato Mariagrazia Corrias, la psicologa Carla Concas e la presidentessa del Centro antiviolenza di Olbia Patrizia Desole. Letture di Giovanni Carroni e Annalisa Uda, poesie di Marella Giovannelli. (t.s.)

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